Musikfest Stuttgart 2012

È iniziata in questi giorni la Musikfest Stuttgart, che anche quest’ anno propone al pubblico degli appassionati un programma di elevata qualità, per ampiezza e varietà di proposte. Come ho già detto altre volte, la rassegna costituisce uno dei momenti di punta dell’ attività della Internationale Bachakademie e in questi ultimi anni si è imposta all’ attenzione del mondo musicale tedesco come uno dei festival più interessanti per la ricchezza del cartellone, che quest’ anno comprende quasi 70 appuntamenti in diciotto giorni, e il livello artistico generale. Dopo l’ edizione 2011 dedicata all’ acqua, quest’ anno il tema generale su cui è impostato il programma è la Fede, prima tappa di un ciclo che nelle rassegne del 2013 e 2014 si completerà con i temi della Speranza e dell’ Amore. Nell’ ambito del tema di base, sono come sempre presenti sezioni interne dedicate ad argomenti specifici, come il ciclo di Cantate bachiane sul tema della fede, eseguite e illustrate da Helmuth Rilling secondo la formula del Gesprächskonzert da lui ideata, un ciclo di musiche per tastiera di Bach e due giornate concertistiche dedicate alla Diaspora e alle religioni perseguitate. A unificare la varie proposte, il tema di fondo della rassegna viene sviluppato in dieci giornate, ciascuna delle quali propone musiche dedicate a uno dei comandamenti del Decalogo.

Helmuth Rilling durante le prove del Paulus. Foto ©Holger Schneider

La serata inugurale della Musikfestalla Liederhalle  era appunto dedicata al secondo comandamento, con l’ esecuzione del Paulus, il celebre oratorio di Felix Mendelssohn Bartholdy. Composto tra il 1832 e il 1836 su un testo del teologo e predicatore Julius Schubring tratto dagli Atti degli Apostoli, il lavoro venne eseguito per la prima volta a Düsseldorf nel corso del Niederrheinisches Festspiel, il 22 Maggio 1836. Il libretto, suddiviso inizialmente in tre parti, poi ridistribuito in due,  inizia con l’ episodio di Stefano di fronte al Sinedrio e la lapidazione del protomartire. Saul, che era presente, risolve di continuare la persecuzione dei cristiani e con questo scopo intraprende il viaggio verso Damasco. Ma durante il percorso una gran luce lo acceca, mentre una voce dal cielo lo chiama a proclamare la gloria di Dio ai popoli immersi nelle tenebre. Guidato per mano dai compagni, egli giunge a Damasco dove resta in preghiera, amaramente pentito, sin che lo visita Anania dal quale riottiene la vista; dopo aver ricevuto il battesimo, comincia allora a predicare alla Sinagoga e gli astanti lodano la generosa saggezza dell’Onnipotente.

Divenuto da convertito convertitore sotto il nome di Paolo, l’ inizio della seconda parte lo mostra assieme a Barnaba, entrambi resi consapevoli dallo Spirito Santo di dover allargare il raggio della predicazione. La folla lo riconosce come messaggero del Vangelo, gli Ebrei invece, non credendo nel Salvatore, complottano di ucciderlo. Paolo però riesce ad eluderli e si reca con Barnaba a predicare ai Gentili. La miracolosa guarigione di uno storpio fa ritenere ai pagani che si tratti di Giove e Mercurio ridiscesi tra i mortali, quindi da onorare con ghirlande di fiori e sacrifici di animali. Paolo li esorta allora ad abbandonare il culto dei falsi idoli per credere nell’ unico Dio verace, ciò che muta in furore il sentimento delle turbe, decise a lapidarlo.

Convocati gli anziani della chiesa di Efeso, annuncia loro che non lo vedranno più poiché il suo compito lo richiama altrove. I vecchi piangono e pregano; poi  lo accompagnano alla nave. Il loro conforto è ora di essere i figli di Dio, e l’ oratorio si conclude con un inno di lode al Signore.

Serrato e intenso nella prima parte, il testo soffre forse di una certa frammentarietà nella seconda, ma la musica si mantiene sempre ad un altissimo livello di ispirazione, a partire dall’ Ouverture costruita sul tema del Corale “Wachet auf, ruft uns die Stimme”, proseguendo poi con pagine strumentali di squisita raffinatezza e magnifici brani corali che testimoniano la profonda devozione di Mendelssohn al modello di Bach, del quale era stato uno dei primissimi divulgatori a partire dalla prima riproposta moderna della Matthäus Passion, da lui eseguita nel 1829.

Splendida, per ampiezza di respiro e intensità drammatica, l’ esecuzione di Helmuth Rilling, come sempre a capo del Bach Collegium Stuttgart e della Gächinger Kantorei, per la lucidità e sapienza dell’ analisi delle strutture contrappuntistiche e la perfetta evidenziazione dei dettagli strumentali. Rilling dirige con la profonda comprensione stilistica accumulata in decenni di lavoro su questo repertorio, e con la classe del grande interprete che è sempre stato. Nel quartetto di solisti, da segnalare la bella prova del tenore Benjamin Burns, arrivato all’ ultimo momento per sostituire un collega indisposto, e del basso Markus Eiche, uno dei cantanti che collaborano stabilmente con Rilling, nel ruolo del protagonista. Buone anche le prestazioni del soprano Letizia Scherer, interprete molto intensa ed espressiva dell’ aria “Jerusalem! Die du tötest die Propheten!” e del mezzosoprano Amir Seda-Karayan. Una serata di grande musica, salutata da un vero trionfo di pubblico.

La sera seguente era dedicata ad uno degli appuntamenti di maggior spicco del programma, con l’ unica esibizione in Germania della tournée europea della Cleveland Orchestra diretta da Franz Welser Most, che da dodici anni ne è il Music Director.

La Cleveland Orchestra alla Liederhalle. Foto ©Holger Schneider

Fondata nel 1918, la formazione americana appartiene al gruppo di quelle che negli Stati Uniti sono definite le Five Sisters, ossia le cinque migliori compagini sinfoniche degli Stati Uniti, insieme alla Boston Symphony Orchestra, alla New York Philharmonic, alla Philadelphia Orchestra e alla Los Angeles Philharmonic. Portata ad un altissimo livello di preparazione soprattutto da George Szell, che ne fu il direttore stabile dal 1946 al 1970, è da sempre considerata dai critici come la più “europea” delle orchestre statunitensi per timbro e caratteristiche di stile.
Per l’ appassionato, assistere a un concerto di uno di questi complessi è sempre una magnifica esperienza d’ ascolto. Come le altre formazioni del suo rango, la Cleveland Orchestra si caratterizza per una qualità strumentale davvero sbalorditiva. La compattezza e precisione degli attacchi, il suono assolutamente splendido di una sezione ottoni fantastica per bellezza di timbro ed espansione del suono, la ricchezza di colori dei fiati e degli archi sono tutte cose che collocano di diritto questa formazione nel ristretto rango dei migliori complessi sinfonici mondiali. Franz Welser Most, da tre anni anche Generalmusikdirektor della Wiener Staatsoper, è un interprete di buona personalità e incisività, in grado di padroneggiare ad alto livello un repertorio vasto e diversificato. Il concerto alla Liederhalle era dedicato al celebre ciclo sinfonico Ma Vlast di Bredrich Smetana, considerato il vero manifesto programmatico della musica nazionale boema. Una magnifica occasione per mettere in evidenza tutte le qualità di questo formidabile complesso, e ci vorrebbe un lungo articolo a parte per elencare tutte le fantastiche preziosità strumentali che la Cleveland Orchestra ha sfoggiato nel corso dei sei brani del ciclo. Splendida l’ interpretazione della celeberrima Vltava (Moldava), diretta da Welser Most con nobiltà di fraseggio e serrato, severo splendore sinfonico, e trascinante l’ atmosfera drammatica intensissima di Sarka, con una chiusa assolutamente travolgente. Ma anche gli altri brani del ciclo sono stati stupendamente resi attraverso la travolgente prestazione dell’ orchestra americana. Una vera festa sonora, per una serata destinata a rimanere a lungo nella memoria degli appassionati, che hanno tributato lunghissime ovazioni al direttore e all’ orchestra.

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2 pensieri su “Musikfest Stuttgart 2012

  1. Complimenti per il Musikfest Stuttgart, noi, a Torino, piu’ modestamente , abbiamo MITO, e ,per fortuna , ascolteremo Rilling nella Matthaus Passion .

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