Ancora su Carlos Kleiber

Un’ altra chicca per gli appassionati del Maestro. Questa è la lettera che Carlos Kleiber fece pubblicare il primo maggio1989, firmandosi come “Toscanini, cittadino del cielo” sul numero 18 del settimanale tedesco Der Spiegel in risposta a una colorita intervista di Sergiu  Celibidache pubblicata nella stessa sede, nella quale il celebre direttore rumeno non aveva risparmiato commenti poco lusinghieri su diversi suoi colleghi, definendo tra gli altri Toscanini “una macchina per fare note”, Karajan “un marchio come la Coca-Cola, un bravo uomo d’ affari oppure un sordo”, Knappertsbusch “uno scandalo” e Karl Böhm “un sacco di patate che non ha mai saputo dirigere una battuta di musica in vita sua”.

“Caro Sergiu,

abbiamo letto le tue cose sul settimanale. Rompi le scatole, ma ti perdoniamo. Comunque, non possiamo fare altrimenti: il perdono, qui, è parte del bon ton.
Quel sacco di patate di Karli aveva messo il veto, ma da quando Kna e io lo abbiamo rassicurato sulla sua sensibilità musicale, non brontola più. Wilhelm invece, se ne è venuto fuori dicendo che, prima, non ha mai sentito il tuo nome. Papà Joseph, Wolfgang Amadeus, Ludwig, Johannes e Anton, dicono che i secondi violini li vorrebbero a destra. Volevano anche farti sapere che i tuoi tempi sono tutti sbagliati, ma a loro, in fondo, non gliene frega niente. Tanto quassù non  bisogna preoccuparsi di alcunchè: il Grande Capo non vuole.
Un vecchio maestro zen, che ha dimora qui accanto, ci tiene a dirti che del buddismo zen non hai capito niente. Le versioni che ne dai sono tutte sbagliate. Bruno a leggere i tuoi rilievi, si è quasi ammazzato dal ridere. Ho il lieve sospetto che condivida la tua opinione su me e Karli. Perchè non offendi un po’ anche lui? Si sente così emarginato…
Spiacente, ma devo comunicarti che quassù, di Herbert, vanno pazzi; anzi, i direttori d’ orchestra ne sono gelosi, e non vediamo l’ ora di averlo qui con noi.
Peccato che tu non possa esserci, quando lo accoglieremo con tutti gli onori.
Si dice che, dove tu arriverai, si mangia benissimo e le orchestre provano tantissimo. Anzi, gli insegnano a sbagliare apposta, perchè tu possa correggere tutti  in eterno.
So per certo, Sergiu, che questa mia missiva riscuoterà il tuo gradimento.
Quassù gli angeli leggono tutto direttamente negli occhi dei compositori, e noi direttori d’ orchestra ci limitiamo ad ascoltare. Solo Dio sa il perchè e il percome io sia capitato qui.
Continua a divertirti. Ti saluto con tutto il mio affetto.

Arturo.”

QUI POTETE LEGGERE IL TESTO ORIGINALE TEDESCO

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