Giacomo Lauri Volpi: antologia critica e analisi di due registrazioni

Giacomo Lauri Volpi è stato per molti aspetti un artista unico nel suo genere, oltre che uno dei più grandi tenori che la storia del canto abbia annoverato. Per molti aspetti, fu il solo a raccogliere l’ eredità artistica dei grandi esponenti romantici della corda tenorile come Duprez, Mario de Candia, Gaetano Fraschini, Julien Gayarre e Roberto Stagno, e a svilupparla grazie a una personalità interpretativa assolutamente straordinaria fatta di mezzi vocali indiscutibilmente fuori del comune e perizia tecnica, basata sui dettami della scuola di Antonio Cotogni e in seguito sviluppata e coltivata assiduamente anche grazie all’ aiuto determinante della moglie Maria Ros, che aveva studiato secondo i principi della scuola dei Garcia. Ascoltandolo oggi nei suoi dischi, Lauri Volpi sembra davvero l’ incarnazione più attendibile del mito del tenore romantico per il timbro, la portentosa estensione e la varietà di un fraseggio inimitabile per fantasia, estro interpretativo e carisma, basato su una dizione che rivela la ricercatezza dell’ uomo di cultura. Una voce che sembra venire direttamente dall’ Ottocento, espressione di un modo di cantare che nella sua puntigliosa ricerca dell’ assoluta stilizzazione è completamente scevro dalla benchè minima inflessione realistica.

Dopo il debutto nella parte di Arturo de I Puritani al Teatro dell’ Unione di Viterbo, il 2 settembre 1919 con lo pseudonimo di Giacomo Rubini, l’ affermazione di Lauri Volpi fu rapidissima. Lo testimonia questa antologia di recensioni riguardanti i suoi primi due anni di carriera, pubblicata sulla Rivista Teatrale Melodrammatica nel gennaio 1921.

L’affermazione di un grande tenore:

GIACOMO LAURI-VOLPI

La trionfale sua tournée nell’America del Sud, colla Compagnia di Walter Mocchi. – I successi grandissimi, di vera rivelazione, a Rio Janeiro, a San Paulo e a Buenos Aires. – L’entusiasmo immenso della stampa politica, delle singole città, nelle opere: Manon, Rigoletto e Barbiere. – Il confronto con i tenori Marconi e Gayarre. – Il fanatismo grandissimo suscitato al Rossetti di Trieste, nelle opere: Manon e Rigoletto. – Le impressioni della stampa triestina.- Nuovo successo clamoroso, al Politeama Genovese, nel Rigoletto. – I giornali proclamano “la sua voce meravigliosa” aggiungendo “che da tempo non si era visto una sala così vibrante di applausi e di acclamazioni”. – Altro memorabile trionfo, pure nel Rigoletto, al nostro teatro Dal Verme. – Il plebiscito entusiastico di tutta la stampa politica. – Il Corriere della sera scrive  “che la sua voce fresca, timbrata, sicura ed ampia, dominò tutta la sera, e costituì l’elemento prepicuo del successo”. – La Sera dice “Udendo Lauri Volpi tornano al ricordo Masini e Gayarre”. – Il suo nuovissimo trionfo al Comunale di Bologna nel Rigoletto. I giornali scrivono “che i suoi mezzi vocali sono semplicemente meravigliosi: la facilità e la sicurezza nell’emissione, la bellezza del timbro, l’estensione straordinaria della voce, unitamente a qualità d’interprete veramente singolari” aggiungendo che “l’accoglienza del pubblico bolognese è stata delirante specialmente nella “Ballata” e nella “Donna è mobile” che dopo un vero pandemoio suscitato dall’orchestra che aderire alla richiesta di bis, è stata ripetuta tra scoscianti applausi. La sua scrittura al Teatro reale di Madrid. – Altri nuovi successi alle viste. – Una grande carriera, che conferma anche la bontà del suo maestro di canto Cesare Morini, che fu fra i migliori allievi del celebre Cotogni, e che lo iniziò così splendidamente all’arte.

Di seguito alcune recensioni  da: 

Rio de Janeiro – San Paolo del Brasile – Buenos Aires – Trieste – Genova – Milano.

 

 

                                           RIO JANEIRO (Brasile)


JORNAL DO COMMERCIO:- Vimos hontem, no emtanto que tiveram razao os criticos florentinos e romanos. Esse tenor e, na verdade, o assombro do futuro e differe de tudo quanto tem ouvido as generacoes de trinta annos para esta epoca. È rarissimo, e o Sr. Lauri Volpi o faz, en um tenor tornar uma aguda, la ou si natural, emittil-a em som “filado”, amplal-o atè o maximo de sua capacidade sonora e, em seguida, “smorzar” atè o fio de voz, junto de partita. Fazem  isso as vozes remininas, mas nem todas, e è facil no violino, por exempio: mas raros tem sido os tenores com essepredicado entre os que aqui tem vindo.

Lembramo-nos apenas de Marconi  e Gayarre; mas este tinha a voz um tanto anazalada a aquelle cantava sempre muito fechado, sem a frequenza e espontaneidade do Sr. Lauri Volpi que, alem desse dote natural, dispoe de intelligencia e illustacao em virtude do seu diploma de advogado.

O grande triunpho alcancado por esse artista foi a execucao do “sonho”, a fio de voz de timbre agradabilissimo e um si natural purissimo, filado, notando-se que Caruso dava esse nota em som mixto.

O “Sonho” foi bisado e o Sr. Lauri Volpi accedeu para cantal-o de modo differente e talvez com effeito menos sympathico para o auditorio.

LA PATRIA DEGLI ITALIANI: –  Se si aggiunge che il pubblico, sempre esigente, dopo di aver udito ed applaudito De Muro e Gigli, attendeva dal nuovo cantante la rivelazione di doti soprannaturali, si comprende facilmente che l’animo degli  spettatori era disposto a giudicare con severità. Lauri Volpi  invece si dimostrò così sicuro di sé fin dalle prime scene, che il pubblico prima ne rimase stupefatto, poi si convinse che aveva dinanzi un Des Grieux come non ne erano ancora apparsi da noi.

Le meravigliose doti vocali di Lauri Volpi infatti, la sua arte squisita, la padronanza assoluta della scena furono applaudite delirantemente dal pubblico.

Il “sogno”, cantato con un filo di voce bellissimo, suscitò un vero entusiasmo e gli applausi si prolungarono ininterrotti, fino a che non fu concesso il “bis”.

Chiamato alla ribalta alla fine di ogni atto, il Lauri Volpi costituì il più autentico successo della serata.

                                              SAN PAOLO (Brasile)


FANFULLA:- Barbi ere, Manon e Rigoletto. – Diciamo subito che ieri sera, ha rivelato mezzi vocali di tale bellezza da destare un vero stupore.

La sua voce è chiara, dolcissima, facile a tutte le modulazioni, morbida, insinuante, piena si sfumature delicatissime, pur sapendo raggiungere il registro acuto con piena sicurezza, una di quelle voci vellutate che formano la delizia del pubblico e che stanno diventando sempre più rare.

Giovane simpatico, distinto, colto, ha gittata al fuoco la laurea di giurisprudenza attratto dal fascino dell’arte ed egli è infatti un artista noto che in breve tempo raggiungerà le più alte vette. Egli ha cantato ieri sera la serenata con tale finezza d’inflessione e pastosità di voce da meritare calorosi applausi a scena aperta, applausi che si ripeterono in altre scene. Nel complesso l’impressione del pubblico è stata ottima ed attende ora di confortarla con altre audizioni.

                                           BUENOS AIRES (Argentina)

ITALIA DEL POPOLO:-  È d’uopo riconoscere che l’esecuzione costituisce un’attrattiva per il pubblico che si delizia ascoltando i gorgheggi dell’Ottein, una Gilda assai carina; i lazzi del buffone gobbo, che si tramutano appresso in accenti di dolore e d’ira, che il Segura-Tallien rende con verità ed efficacia; le promesse d’amore del volubile e spensierato  Duca di Mantova, incarnato in modo insuperabile dal giovane Lauri-Volpi, che anche ieri sera dovette bissare la ballata famosa del quarto atto tra i fragorosi applausi del pubblico.

                                            TRIESTE (Italia)

ERA NUOVA:- Manon –  Giovane all’arte il Lauri Volpi spiegò la bellissima voce, uguale ed estesissima, di un timbro argenteo, sfumata in vezzi carezzevoli quando si sofferma in sogni o in esaltazioni di ricordi. Da prima in po’ incerto in qualche suono, coll’accalorarsi conquistò tutto il favore di pubblico non  ignoto a lui nei grandi teatri.

Rigoletto –  Due figure ebbero risalto come antitesi del romantico dramma victorughiano. Il padre, che serba ancora tanta virilità da possedere accenti fremebondi e spasimi di dolore in artista, che portò da lungo tempo ovunque glorioso il nome dell’arte italiana: Mattia Battistini. Di fronte a lui il giovane spavaldo, che si avvia a conquistare un posto primario colla freschezza invidiabile di mezzi vocali, profusi dal Lauri-Volpi, colla spensieratezza di che può prodigarli. Il pubblico si scosse, animandosi da prima mercè la voce del tenore, saliente sì pura e spontanea, fino allo squillo del re bemolle, lanciato in chiusa del duetto, gareggiando col metallo squillante del soprano.

Il Lauri-Volpi conquistò un successo quanto mai lusinghiero e caloroso. Come spontanea sgorgò la sua voce, come vibrò calda nei centri, di fresco timbro nelle acute che, prese con metallo vibrante, sanno bene smorzare, mentre pure sono capaci di bel canto filato.

La sua dichiarazione amorosa ebbe slancio; fu elegante nelle canzoni folleggianti e ne portò la cadenza caruseggiando.

Per bellezza di voce questo artista si eleva al rango dei migliori che oggigiorno vanti il teatro lirico; il suo canto è terso, luminoso, facile, con certe espansioni di suono, graduato con precisione per l’effetto sonoro; è un canto dolce e squillante, calmo e robusto; qualità e quantità.

Si ascoltano spesso buone voci, raramente si ascolta un bel canto; si sono applaudite belle voci, bene intonate, ma prive di suoni armonici, di timbro incerto; più spesso ancora si sono applaudite voci poco intonate, ma di volume e resistenti nello squillo della nota acuta, voci piene di qualità e di difetti; nella voce di Lauri-Volpi difficilmente si troverebbe una alterazione o una deficienza. E il pubblico fu così sorpreso dell’arte di questo cantante, che l’applaudì con trasporto e con con vinzione.

Lì applaudì commosso, felice di aver trovato un nuovo idolo. Dovette replicare la ballata del primo atto, quella del quarto e fu richiesto di altri bis non concessi.

 

 

                                          GENOVA (Italia)


IL CITTADINO: -Il successo, decretato da una folla di pubblico imponentissimo, è stato più che completo, e destinato a ripetersi nelle repliche successive. Il pubblico ha avuta la grata sorpresa di trovare nel giovane tenore Lauri-Volpi  una splendida promessa  per l’arte lirica, una di quelle voci così ricche di pregi reali da legittimare ogni più felice pronostico. E non ha mancato di esprimere con grande calore la sua soddisfazione, applaudendo con entusiasmo e reclamando la replica delle più note romanze. La voce del Lauri-Volpi è veramente bella, maschia e squillante, estesa nel registro acuto, oltre i limiti ordinari, esuberante di sonorità, mentre si piega altresì morbidamente alle più tenui modulazioni. L’artista ne usa con agilità e disinvoltura, guidato da buone doti di intuito e naturalezza nell’azione drammatica.

SECOLO XIX: – Rigoletto – un bellissimo pubblico ieri sera alla ripresa del Rigoletto e un successo magnifico. Infatti questa nuova edizione merita tutto il favore per l’assieme accuratissimo e per la valentia dei principali artisti.

Il tenore Lauri-Volpi si rivelò fin dal primo atto cantante di prim’ordine: ha una voce nitida, estesa e resistente, dizione corretta e sicurezza di scena, qualità che gli permettono di superare ogni difficoltà e di raggiungere i migliori effetti. Ebbe frequenti applausi e ovazioni al proscenio.

                                                MILANO (Italia)


IL CORRIERE DELLA SERA:-  Ma una lieta sorpresa era riservata al pubblico: la conoscenza col tenore Lauri-Volpi. Non si esagera parlando di una rivelazione: il Duca di Mantova cantò  ieri sera ed agì con insolita eleganza, sfoggiando una voce fresca e sana, che balza sicura al più squillante acuto. Dalla ballata in poi, il Lauri-Volpi riscosse acclamazioni entusiastiche, sollevò richieste di bis che, non concessi, provocarono frequenti clamori, invero un’artista non poteva aspirare a più lusinghiero battesimo; questo giovane tenore possiede qualità indiscutibili per affermarsi.

La sua voce fresca, timbrata, sicura ed ampia dominò ieri sera e costituì l’elemento precipuo del successo.

IL SOLE:- Infine una vera rivelazione apparve il tenore Lauri-Volpi, che ha una voce magnifica, capace di confondere ogni critica colla perfezione tonale del suo canto: artista distinto, a cui s’abbandona, riuscendo perfino a ringiovanire la frusta parte del Duca di Mantova. Il grosso applauso chegli toccò fino dalla notissima aria di sortita, si rinnovò quasi ad ogni pezzo da lui cantato lungo l’opera e specialmente dopo la Donna è mobile, che il Lauri-Volpi canta come pochissimi altri.

(Tratto dalla RIVISTA TEATRALE MELODRAMMATICA n°2795 del 13 gennaio 1921)

Di seguito, riporto un brano della recensione scritta da Gaianus (al secolo, l’ avvocato Cesare Paglia), uno dei più severi critici musicali della sua epoca (definito da Puccini in persona “il critico più di buon gusto che ha l’ Italia”), sul “Resto del Carlino”, a proposito di una delle prime recite italiane di Lauri Volpi come Manrico, la sera del 24 agosto 1928 al Teatro Vittorio Emanuele di Rimini.

” Il pregio specialissimo di Lauri Volpi nel “Trovatore” consiste nell’ aver ricondotto il romantico personaggio alla sua più nobile espressione. Si è molto parlato dell’ arte e della voce di Lauri Volpi. Si son voluti e dovuti istituire paragoni. Fatica inutile. Ogni termine è inadatto alla giusta espressione di quello che il pubblico prova ascoltando questo magico cavaliere del canto, forte e squisito, fedelissimo alla tradizione verdiana e pur libero, sciolto e ardito. Io ricordo di aver sentito nella mia vita un tenore dal cantare delicatissimo, un altro gran dicitore, accentatore e fraseggiatore, un altro dagli scatti potenti e dai fiati impressionanti, un altro interprete intelligentissimo. Ebbene, quando io voglio sentire tutti insieme vado ad ad ascoltare  Lauri Volpi.  Ecco dimostrato ad abundantiam come Lauri Volpi anche nel “Trovatore” sia cantante principe”.

Facciamo ora un salto in avanti nel tempo e arriviamo agli anni Cinquanta. Lauri Volpi riuscì fino alle ultime recite della sua carriera a conservare una voce unica per lucentezza di timbro, freschezza ed estensione. Questo gli permetteva di continuare a rendere in maniera attendibile ruoli come Manrico e Raoul, che rappresentano autentici sesti gradi della vocalità tenorile. Appunto dopo la ripresa de Gli Ugonotti alla RAI di Milano il grande tenore di Lanuvio aggiungeva al suo repertorio il personaggio di Poliuto, protagonista dell’ omonima opera di Donizetti, la sera del 30 giugno 1955 alla Terme di Caracalla. Fu una serata dominata dalle leggendarie note acute di Lauri Volpi, a proposito delle quali un critico scrisse che in quella recita “tagliavano l’ aria come coltelli”.

Due anni dopo, il grande artista incideva per la Cetra quello che nelle intenzioni doveva essere il suo testamento discografico. Si tratta di un recital di arie e duetti intitolato “Florilegio lirico dell’ Ottocento”, inciso il 28 novembre 1957 a Roma, con l’ Orchestra della RAI diretta da Gennaro D’ Angelo e la partecipazione nei duetti del soprano Margherita Benetti e del baritono Walter Monachesi. In questo disco Lauri Volpi ripropone, con esiti artistici di altissimo livello, alcuni del suoi cavalli di battaglia, arie e  duetti da Guglielmo Tell, Guarany, I Lombardi alla prima Crociata e La Favorita. A proposito di quest’ ultima, si può ricordare che un critico di vaglia come Guido Pannain scrisse, a proposito dell’ esecuzione  tenutasi all’ Opera di Roma nel 1951: “Giacomo Lauri Volpi è elemento necessario per una esecuzione di Favorita al giorno d’ oggi”.

Tornando al disco di cui parlavo, esso si conclude appunto col celebre duetto  “Ah! Fuggi da morte” tra Poliuto e Paolina. Ecco la registrazione.

Confesso sinceramente che, quando ascoltai per la prima volta questo brano ormai molti anni fa, il mio orecchio si rifiutava di credere che questa fosse la voce di un tenore di sessantacinque anni. A parte qualche suono leggermente fisso e un paio di slittamenti di intonazione, sono presenti qui tutti gli elementi che rendevano unica la voce di Lauri Volpi. Timbro di argento e acciaio, dizione imperiosa ed altera, voce saldissima ed esemplarmente appoggiata grazie a una tecnica perfetta nella ricerca della posizione alta e dei giusti punti di risonanza, infallibile dominio del legato e della dinamica.  Un’ esecuzione assolutamente da manuale, in un crescendo espressivo a dir poco emozionante e travolgente nella sua intensità. Sentite l’ attacco epico, veramente da affermazione di fede, di “Lasciando la terra”, frase di una difficoltà estrema perchè compresa tra il re diesis e il sol diesis, giusto a cavallo della zona del passaggio,  poi l’ incredibile soavità della mezzavoce su “A sposo che t’ ama puoi chieder la morte?” e la scansione imperiosa nella stretta conclusiva. Un’ autentica lezione di canto data, lo sottolineo ancora una volta, da un cantante che aveva alle spalle 38 anni di recite in un repertorio che spaziava da Almaviva ad Otello, e che stava per chiudere la carriera.

Il secondo documento sonoro che vi propongo costituisce un’ autentica rarità. Si tratta infatti di un brano tratto dal concerto tenuto da Lauri Volpi ad Ariccia  la sera del 24 luglio 1965, in Piazza Chigi. Con questa serata, Lauri Volpi celebrava il suo addio all’ Italia e il suo definitivo trasferimento in Spagna, a Burjasot presso Valencia, nella villa dove avrebbe trascorso i suoi ultimi anni. Ascoltiamo qui l’ esecuzione della celeberrima aria “Nessun dorma”.

Per il commento, lascio la parola al dottor Gian Paolo Nardoianni, amico personale del grande tenore e già ospite di questo sito, che è il possessore di questo autentico cimelio e che era presente a quella storica serata. Lo voglio ringraziare sia per aver fatto pubblicare la registrazione su YouTube che per avermi permesso di riprodurre le considerazioni che ora trascrivo.

Lauri-Volpi va incluso fra i fenomeni vocali. Chi non ha sentito la sua voce dal vivo non può nemmeno immaginarsela. L’ampiezza del suono era fenomenale, e fenomenale era la capacità di espansione e la potenza delle vibrazioni, che si propagavano persino alle architetture circostanti. Io lo ascoltai per la prima volta proprio in questo concerto tenutosi in Piazza Chigi, ad Ariccia, nel 1965. Fu una notte indimenticabile. Circa quindicimila persone assistettero allo storico evento. Lauri-Volpi cantò naturalmente senza microfoni, quindi quella che si ascolta in questa registrazione che io ho fatto pubblicare su You Tube è la sua vera, autentica voce, senza mezzi di amplificazione. Ero molto giovane, conoscevo il Lauri-Volpi del disco, e avevo già udito dal vivo celebri tenori, tra cui Corelli. Ma quando Lauri-Volpi cominciò “Recondita armonia”, rimasi senza parole. Fu la rivelazione di un mondo nuovo. La voce si spandeva in onde di suono che si propagavano e si allargavano in piazza Chigi, che vibrava come uno Stradivari. Non ho mai più udito un prodigio simile. La voce di Lauri-Volpi aveva, tra le altre, anche questa particolarità: più vasto era lo spazio in cui risuonava, più acquistava ampiezza e lucentezza. Ascoltata in camera, per esempio, non appariva in tutto il suo incredibile fulgore. Aveva bisogno di spazio. Inoltre, era una voce luminosa, scintillante, quasi abbagliante: il concerto di Ariccia si svolse in tarda serata, ma mentre Lauri-Volpi cantava si aveva la sensazione che splendesse il sole di mezzogiorno. Nella quiete della notte di luglio la sua voce fu udita, lontana ma distinta, in tutti i paesi finitimi: ed io ho parlato con abitanti di Albano Laziale i quali, affacciati alle finestre e ai balconi, poterono udire l’eco del concerto e -distintissimo- il si naturale del “Nessun dorma”. Ho visto persone emozionarsi al solo ricordo di questo prodigio”.

©2012 Gian Paolo Nardoianni

Con questa avvincente rievocazione, concludo questo breve omaggio a una voce unica, che nessuno tra i cantanti delle generazioni successive è stato in grado di eguagliare nell’ assoluta perfezione degli esiti artistici.

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9 pensieri su “Giacomo Lauri Volpi: antologia critica e analisi di due registrazioni

  1. Caro Mozart, anche io sono affascinato da questa voce, ma voglio porti alcuni quesiti: perche’ Lauri Volpi e’ cosi’ o sottovalutato o criticato anche da famosi personaggi che alla RAI svolgono una meritoria opera di divulgazione ?Le critiche piu’ frequenti riguardano l’intonazione e il falsettone “manierato” (anche talor dal mio forziere pare fosse attaccato in falsettone), ma quando, intervistato , Kraus fu posto di fronte alle critiche a Volpi, ricordo rispose che era uno dei pochi che cantava “avanti”e che la sua tecnica era quella giusta.Io ho la testimoniaza di mio padre che piu’ volte lo ascolto’ a Roma:la voce girava in tutto il teatro e , a differenza da quanto puo’ sembrare dalle incisioni,il volume era notevolissimo e le mezzevoci paradisiache.Ancora, perche’ di fronte a voci “veriste” tonitruanti di manco due ottave di estensione (parlo di tenori, ovviamente), la voce di Lauri Volpi che vantava tre ottave di estensione,non viene ristudiata ?Ho l’impressione che, per motivi che non comprendo,il nostro miglior Manrico (e non solo…) sia oggetto di qualche prevenzione (la cieca prevenzione .. delle Nozze). Ciao, a presto, Massimo

    • Caro Massimo, concordo su tutto. Posso solo aggiungere che a mio avviso quella di Lauri Volpi è un’ arte a volte per intenditori, e che tutte le persone da me conosciute che lo ascoltarono (ivi compreso mio padre, che a 16 anni si fece una notte in coda per vederlo in Otello al San Carlo) mi hanno detto che la voce dal vivo aveva un volume incredibile.

  2. Un contributo fondamentale per conoscenza di Lauri-Volpi: ricco, vario, ben articolato, ottimamente documentato. L’amico Gianguido Mussomeli -penna brillantissima, mente sagace e giudice tanto imparziale quanto affidabile- ha saputo mettere a fuoco con parole davvero definitive l’essenza della vocalità laurivolpiana, e ha collocato autorevolemente -con esemplare acume e sicurezza di giudizio- la figura del grande tenore nel panorama delle voci storiche; ci ha donato inoltre un’analisi tecnica ed estetica semplicemente mirabile del duetto del Poliuto. Per me è stato emozionante, oltre che istruttivo, leggere il contributo di Gianguido che ha voluto con tanta generosa passione mettere la sua vasta e profonda cultura a disposizione di una delle figure più grandi dell’intera storia del canto. Last but not least, la copiosissima antologia di recensioni da giornali d’epoca dalle quali appare evidente che Lauri-Volpi si impose sin dagli inizi -facendosi largo tra competitori formidabili- come una vera forza della natura. Per concludere: si vorrebbe leggere più spesso lavori -anzi: capolavori- come questo: lavoro esemplare, che dovrebbe essere letto, riletto e meditato da chiunque presuma di scrivere di canto e di cantanti.

    • Grazie infinite per le bellissime parole. Benchè indegnamente, ho cercato di dare un contributo a tener viva la memoria di un artista assolutamente unico nel suo genere, vera Voce Isolata, come egli stesso amava definirsi.

  3. Il 29 marzo del 1981 feci una serie di conferenze la prima al Circolo Livornese Amici dell’Opera, poi a Pisa a Lucca Firenze ecc… dal titolo ” IL PIU’ GRANDE TENORE DEL SECOLO. PERCHE’ ? ” . Era una ampia conversazione sul tenore GIACOMO LAURI VOLPI. Successivamente in Spagna uscì un volume dal titolo : Giacomo Lauri Volpi – Historia de una amistad – con il patrocinio dei Reali di Spagna e con la presidenza della Regina Sofia. Li sta scritto circa il 95% della conversazione. Per chi volesse, potrebbe essere interessante andarsi a leggere i suggerimenti e i particolari – oggettivi -e non dai – TIFOSI – come personalmente amo definire gli appassionati della lirica e dei cantanti.
    Ci sono 4 punti che sono inconfutabili: 1°- la natura a lui aveva elargito quelle caratteristiche e non altre, altrimenti avremo avuto un doppione. Non vi pare!!? 2° – Per Lauri Volpi la voce era un mezzo e non il fine. 3° la tecnica e lo stile. 4° La cultura. Quindi, da queste considerazioni, faccio solo una piccola riflessione, ascoltando solamente un brano tratto dallo Schiavo – Quando nascesti tu – .In
    questo brano è racchiuso in tutta la sua complessità , l’arte, non di Lauri Volpi ma di ciò che un vero cantante lirico dovrebbe avere. Deducete voi…… il resto è solo un luogo comune……

  4. Bellissimo articolo con bellissimi ascolti. Ho sempre trovato eccezionale la voce di Lauri Volpi e per me personalmente è sempre motivo di spunto e approfondimento. Una voce sfortunatamente poco conosciuta ai più! 😦

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