Helmuth Rilling dirige Die Schöpfung

Con l’ esecuzione del celebre oratorio haydniano Die Schöpfung, la Bachakademie ha concluso il suo ciclo di concerti annuale alla Liederhalle. La prossima stagione sarà l’ ultima di Helmuth Rilling alla guida dell’ istituzione, e il maestro nel corso di essa riassumerà i frutti più significativi del suo lavoro proponendo al pubblico alcune delle sue interpretazioni più celebrate nell`ambito del grande repertorio sinfonico corale, il Saul di Händel, il brahmsiano Deutsches Requiem e la Messa di Requiem di Verdi, concludendo con una serata celebrativa del suo ottantesimo compleanno, nella quale il grande compositore Wolfgang Rihm presenterà un brano appositamente scritto per la circostanza. Non si possono trovare parole di elogio adeguate per il lavoro svolto da Rilling a Stuttgart, assolutamente fondamentale nello sviluppo della vita culturale della città durante gli ultimi decenni. La Internationale Bachakademie da lui fondata nel 1981 ha dato vita a iniziative come la Bachwoche e la Musikfest, conosciute a livello internazionale per la qualità assoluta delle proposte, ed è diventata nel corso degli anni una delle istituzioni didattiche di maggiore rinomanza in Germania. Un lavoro di ammirevole coerenza da parte di un musicista che ha sempre preferito considerarsi educatore e divulgatore piuttosto che star del podio, e che ha dedicato tutta una vita allo studio e alla diffusione della musica di Johann Sebastian Bach, con risultati tali da essere considerato una delle massime autorità viventi in questo campo. Partendo da qui, Rilling ha esteso la sua attività a tutto il grande repertorio corale romantico e novecentesco, anche in questo caso con risultati di assoluto valore.

Die Schöpfung è sempre stata una delle composizioni la cui presenza è stata una costante nei cartelloni della Bachakademie. Rilling l’ ha diretta innumerevoli volte a Stuttgart e in giro per il mondo, e ne ha anche realizzato qualche anno fa una acclamata incisione discografica. Coerentemente con i criteri di fedeltà filologica da lui sempre seguiti, il maestro adotta anche in questo caso un organico di dimensioni contenute, composto da 45 coristi e 39 strumentisti più il fortepiano ad accompagnare i recitativi. Rilling imposta la lettura del capolavoro di Haydn soprattutto sulla chiarezza del fraseggio e sulla massima definizione dei colori strumentali e degli impasti corali. Nell’ introduzione strumentale il direttore ha ottenuto dal Bach Collegium Stuttgart sonorità volutamente aspre a sottolineare il percorso tonale accidentato della pagina, calibrando magnificamente il fraseggio fino alla modulazione con la quale Haydn descrive l’ apparizione della luce, in quello che è forse il più bel do maggiore di tutta la storia della musica. Da qui in poi si erge a splendido protagonista della serata il coro Gächinger Kantorei, complesso assolutamente straordinario per omogeneità e morbidezza di suono e assoluta padronanza stilistica. La lucidità e la chiarezza con la quale il gruppo, sotto la guida di Rilling, dipana tutte le complesse architetture sonore della partitura di Haydn è qualcosa di assolutamente esemplare. Pochissime volte mi è capitato di ascoltare una definizione così perfetta delle due grandi pagine corali che chiudono la prima e l’ ultima parte dell’ oratorio haydniano. Rilling riesce a trovare un perfetto equilibrio tra tensione narrativa e consapevolezza stilistica, in una lettura di tono contenuto ma sempre eloquentissimo, costellata di splendidi particolari strumentali negli assoli e caratterizzata da tinte coloristiche sempre perfettamente delineate e di grande bellezza. Ma non si può fare a meno di ricordare anche la flessibilità e il respiro degli accompagnamenti alle arie solistiche, realizzati con affascinante trasparenza e magnifico equilibrio. Nei suoi concerti Helmuth Rilling preferisce sempre affidarsi a cantanti con cui è legato da uno stretto rapporto di collaborazione, e anche in questa circostanza i solisti erano tre giovani che hanno spesso lavorato con lui negli ultimi anni. Il migliore è stato sicuramente il tenore Daniel Behle, conosciuto dal pubblico internazionale per la sua bella interpretazione di Tamino nell’ incisione discografica di Die Zauberflöte diretta da René Jacobs. Un cantante dalla voce di timbro caldo e corposo, di buona impostazione complessiva, dalla dizione chiara e ben scandita che gli ha consentito di rendere con autorevolezza i recitativi di Uriel e di eseguire le arie con un tono vario ed eloquente. Il giovane soprano Hanna-Elisabeth Müller ha evidenziato un mezzo vocale di volume un po’ limitato ma di bel colore, anche se con qualche fissità in zona alta. Buona comunque l’ esecuzione dei passi di coloratura, resi in modo fluido e con una adeguata eleganza. Il basso Markus Eiche, presenza frequente nei concerti di Rilling, possiede un timbro chiaro e abbastanza morbido, e una bella capacità di colorire e variare l’ accentazione in modo espressivo e ben definito. Corretto anche l’ intervento del mezzosoprano Sandra Marks nel quartetto vocale del coro conclusivo. Una bellissima serata di musica, seguita in modo attentissimo dal pubblico che gremiva la Liederhalle e che alla fine ha tributato un’ affettuosa ovazione all’ anziano maestro e a tutti gli esecutori.

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6 pensieri su “Helmuth Rilling dirige Die Schöpfung

  1. Caro Mozart, scusa per la mia ignoranza, ma tu scrivin che Rilling, per criteri di fedelta’ filologica usa un organico ridotto (45 coristi +39 strumentisti),ma,nel 1798, alla prima esecuzione (Haydn+Salieri), non fece scalpore proprio l’ochestra di 120 strumenti e il coro di 60 elementi+ovvviamente i 3 solisti
    ? In ogni caso grazie per la recensione, Massimo Fazzari

    • Il maestro Rilling afferma nelle note del programma di sala quanto ho riportato io.. Devo comunque verificare altre fonti. Ciao.

  2. Rilling è da anni Direttore ospite dell’Orchestra Verdi di Milano e anche quest’anno lo abbiamo apprezzato in Mendelssohn e Mozart, come in precedenza in Schubert. Lui ha una quasi maniacale rigorosità nel presentare le opere: mai un gesto gratuito, menchemeno gigionerie o effetti plateali; la sua è persino pignoleria, ad esempio quando esegue tutti, dico TUTTI, i da-capo (memorabile una sua Grande di Schubert, portata ben oltre l’ora). Che Dio ce lo conservi in salute!
    Ciao!

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