La Missa Solemnis di Beethoven diretta da Helmuth Rilling

Nella vita musicale di Stuttgart, Helmuth Rilling rappresenta da molti anni una imprescindibile figura di riferimento.  La sua attività di concertista e divulgatore, imperniata in particolare sul suo lavoro riguardante il mondo compositivo di Bach, è stata fondamentale per la formazione delle ultime generazioni di appassionati. Fondatore nel 1954 della Gächinger Kantorei, partita come formazione amatoriale e affermatasi nel corso degli anni come uno dei migliori gruppi corali tedeschi, nel 1965 ha affiancato al coro il gruppo strumentale Bach-Kollegium Stuttgart, l’ ensemble con cui ha portato avanti il suo gigantesco progetto dedicato alla registrazione dell’ opera omnia di Johann Sebastian Bach, un lavoro che ha ottenuto i massimi riconoscimenti a livello internazionale. Con questi complessi ha in seguito esteso la sua attività di interprete anche al grande repertorio corale romantico, e le stagioni della Internationale Bachakademie, l’ istituzione da lui fondata nel 1981, sono diventate un vero e proprio modello per la intelligenza di programmazione e la qualità delle proposte. Le stagioni comprendono, oltre ai concerti, convegni, masterclasses e i Gesprächskonzerte, serate nelle quali il direttore illustra al pubblico i brani in programma, secondo una formula di divulgazione che Rilling, musicista che si considera soprattutto un educatore, ha sempre curato con profonda attenzione. Davvero una bellissima figura di interprete, e del resto il direttore tedesco è altamente apprezzato anche dal pubblico italiano, soprattutto per il suo lungo e intenso rapporto di collaborazione con l’ Orchestra Sinfonica Giuseppe Verdi di Milano.

Alla fine di questa stagione, Rilling lascerà la direzione della Bachakademie e in questo periodo sta compiendo le sue ultime riflessioni esecutive su alcuni capisaldi del suo repertorio. L’ appuntamento concertistico di questo mese nel cartellone della Bachakademie era dedicato alla Missa Solemnis di Beethoven, eseguita con la partecipazione della Radio-sinfonie Orchester Stuttgart des SWR e naturalmente della Gächinger Kantorei, abituale protagonista delle stagioni dell’ Akademie. Una serata di straordinario livello, per la qualità di un’ esecuzione sicuramente da annoverare tra le migliori possibili al giorno d’ oggi. Il capolavoro beethoveniano, nel quale il compositore riassume tutti i suoi lunghi anni di riflessione sulla scienza contrappuntistica, pone diversi problemi esecutivi di non facile soluzione per i direttori che lo affrontano, e Rilling li ha risolti con una concentrazione e una calma che sono quelle del musicista che conosce ogni segreto della partitura. La lettura di Rilling mette in perfetta evidenza le affinità della Missa con il mondo dei grandi oratori bachiani e händeliani, e il suo carattere di meditazione sulla grande tradizione corale tedesca. La monumentale architettura sinfonica beethoveniana ha trovato in questa esecuzione una realizzazione di altissimo livello, per la profondità e intensità della lettura interpretativa e la capacità del direttore di creare un’ amosfera complessiva capace di coinvolgere al massimo gli ascoltatori. Le complesse fughe finali del Gloria e del Credo sono state esposte da Rilling con fantastica lucidità e chiarezza, con un coro semplicemente stupendo per precisione esecutiva, morbidezza di impasti e varietà dinamica. Una interpretazione ricca di slancio e poesia, perfetta negli equilibri formali e assolutamente priva di retorica, che ha toccato vertici di ispirazione nella commossa partecipazione espressiva del Sanctus e dell’ Agnus Dei, resi con uno slancio e un respiro melodico assolutamente affascinanti. Buona la prova del quartetto solistico, formato da Simone Schneider, Anke Vondung, Dominik Vortig e Ivan Garcia, cantanti che sono da diverso tempo collaboratori fissi dei concerti di Helmuth Rilling e che hanno assecondato assai bene le sue intenzioni. Di livello eccezionale la prestazione della Radio-sinfonie Orchester Stuttgart des SWR, che ha suonato all’ altezza delle sue serate migliori, con archi magnifici per compattezza, varietà dinamica e respiro, e fiati perfetti per intonazione, precisione e qualità di suono. Uno dei massimi vertici poetici della serata è stato raggiunto nel Benedictus, nel quale la Konzertmeisterin Mila Georgieva ha suonato il lungo assolo violinistico con una bellezza timbrica, una classe e una perfezione di fraseggio veramente da interprete di altissimo livello, confermando una volta di più la sua grande statura di concertista. Una grande serata musicale, salutata dal pubblico della Liederhalle, gremita in ogni ordine di posti come sempre accade per i concerti della Bachakademie, con lunghi e intensi applausi alla conclusione.

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