Stepháne Deneve e la RSO Stuttgart

Con il nuovo Chefdirigent Stepháne Deneve sul podio, la Radio-Sinfonieorchester des SWR Stuttgart ha inaugurato la nuova stagione concertistica, la prima dopo l’ addio di Sir Roger Norrington. Il nuovo direttore musicale eredita un complesso in eccellente stato di forma, fortemente rinnovato durante i tredici anni della gestione precedente e in grado di contare tra le sue file anche alcuni autentici nuovi talenti del concertismo internazionale, come la trentacinquenne violinista bulgara Mila Georgieva, un prodotto della Julliard School of Music e già solista affermata, che occupa il  leggio del violino di spalla da nove anni ed è stata la più giovane musicista nella storia dell’ orchestra ad assumere il ruolo di Konzertmeister, e il venticinquenne clarinettista Sebastian Manz (non impegnato nell´organico di questa prima serata), allievo di Sabine Meyer e primo vincitore dopo 40 anni del prestigioso ARD Wettbewerb, il più importante concorso strumentale tedesco.
Stepháne Deneve, quarantaquattrenne nato a Turcoing, formatosi al Conservatoire de Paris e cresciuto come assistente di Georg Solti, Georges Pretre e Seiji Ozawa, ha conquistato una reputazione internazionale grazie al suo lavoro come Music Director della Royal Scottish National Orchestra, carica che ricopre dal settembre 2005 e che lo ha successivamente portato a ricevere inviti come direttore ospite dalle maggiori orchestre sinfoniche mondiali. Due anni fa fu chiamato a Stoccarda per sostituire Michel Plasson, ammalato, in un concerto della RSO Orchester. La sua interpretazione della Sinfonia N. 3 di Albert Roussel suscitò una fortissima impressione nel pubblico e nella critica. Tra l’ orchestra e il direttore si venne a creare quello che il maestro francese in diverse interviste ha definito “Liebe auf den ersten Blick”, e pochi mesi dopo il suo trionfale debutto, i musicisti del complesso scelsero Deneve come successore designato di Sir Roger Norrington.
Per la serata inaugurale alla Liederhalle, Stepháne Deneve ha scelto un programma comprendente il poema sinfonico “Ein Heldenleben” di Richard Strauss (partitura del 1898 dedicata a Willem Mengelberg e alla sua Concertgebouw Orchester), in omaggio alla grande tradizione sinfonica tedesca, seguti da un brano contemporaneo, il Concerto per violino del compositore finlandese Magnus Lindberg, e dalla seconda Suite del balletto “Daphnis et Chloè” di Maurice Ravel, come inizio del lavoro sul repertorio orchestrale francese che sarà una delle linee guida della sua programmazione, in questa e nelle prossime stagioni.
Già dalla prima esposizione del Thema des Helden, affidata a corni e celli e seguita dal bellissimo motivo lirico in si minore esposto da archi e fiati, si è potuta apprezzare la magnifica tavolozza timbrica della RSO Orchester. Un suono pieno, timbrato, ricco di armonici e sfumature, con quella speciale qualità sonora che contraddistingue le orchestre di alto rango. Eccellente il gioco virtuosistico dei fiati nel secondo tempo, seguito dal bellissimo assolo di violino che inizia la terza parte, “Des Helden Gefährtin”, suonato in maniera davvero superba da Mila Georgieva.
Durante tutta l’ esecuzione, Deneve ha ottenuto dall’ orchestra una plasticità e flessibilità di fraseggio molto notevole, dimostrandosi perfettamente a suo agio nell’ interpretazione, che è risultata assai logica e coerente. Il maestro francese ha un’ ottima chiarezza d’ attacco e di gesto e una grande energia espressiva, unita a grande capacità di raffinatezza nella ricerca delle dinamiche.
La seconda parte è iniziata con il Concerto per violino di Magnus Lindberg, una partitura composta nel 2006 e dedicata alla giovane violinista Lisa Batiashvili, che lo ha suonato in prima esecuzione assoluta alla Avery Fisher Hall di New York il 22 agosto dello stesso anno.
Magnus Lindberg, nato nel 1958 a Helsinki, è uno dei più autorevoli esponenti della scuola compositiva finlandese, che ha avuto in Jean Sibelius il suo esponente più prestigioso e della quale oggi Lindberg, Jouni Kapainen, Kaija Sariaho ed Esa-Pekka Salonen sono le figure preminenti.
Allievo della rinomata Sibelius Akademie e poi perfezionatosi con Vinko Globokar, Franco Donatoni e Brian Ferney, il compositore finlandese, da due anni Composer in Residence della New York Philharmonic, appartiene alla scuola del postserialismo, tendenza artistica che si colloca oltre l’ atonalità per portare avanti una ricerca sul timbro sonoro. In questo Concerto per violino gli effetti coloristici sono davvero affascinanti, con i temi che cambiano continuamente aspetto attraverso un gioco cromatico fatto di infinite rifrazioni prismatiche, a incorniciare una parte solistica assai impegnativa e ricca di passaggi virtuosistici estremamente complicati.
Un bellissimo lavoro, per nulla ostico o difficile all’ ascolto, che la giovane violinista russo-tedesca Alina Pogostkina, una delle giovani soliste più apprezzate attualmente a livello internazionale, ha suonato in maniera tecnicamente ottima e con grande carica espressiva. Perfettamente adeguato l’ accompagnamento orchestrale, nel sostegno e nel dialogo con il violino solista. Caldissimi applausi hanno salutato gli esecutori e l’ autore, presente in sala.
Nella seconda Suite raveliana da “Daphnis et Chloè”, Stepháne Deneve ha messo in mostra, come ci si aspettava, la sua profonda affinità stilistica e padronanza espressiva del repertorio novecentesco francese. Una lettura ricca di passione, di colori vividi e di fervore, culminata in una travolgente esecuzione della conclusiva Danse générale, che ha strappato un’ autentica ovazione al numeroso pubblico presente alla Liederhalle.

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