Liudmyla Monastyrska, una nuova star dell´opera

Nonostante la situazione attuale del canto lirico sia quella che tutti conosciamo, vale la pena di continuare a seguire le dirette radiofoniche dai grandi teatri, perchè qualche volta può capitare di imbattersi in piacevoli sorprese. Oggi mi sono sintonizzato sulla BBC per la ripresa del Macbeth alla Royal Opera House di Londra, incuriosito dall’ aver letto alcune recensioni entusiastiche sulla Lady del soprano ucraino Liudmyla Monastyrska, che ha riportato un vero trionfo di critica e di pubblico. Dopo aver ascoltato l’ opera, posso parlare di un successo meritatissimo per una cantante che è apparsa una vera e propria rivelazione.
Liudmyla Monastyrska è in carriera da una quindicina d’ anni, avendo debuttato a Kiev nel 1996 come Tatjana nell´Eugene Onegin, e solo da poco tempo ha cominciato a calcare le scene operistiche dell’ Europa occidentale, prima con una sostituzione all’ ultimo minuto in una Tosca alla Deutsche Oper Berlin e poi ripetendo il ruolo l’ estate scorsa a Torre del Lago. Quest´anno ha esordito al Covent Garden prima sostituendo Micaela Carosi nell’ Aida e poi interpretando appunto questa Lady, accolta da consensi unanimi.
I principali blogger operistici inglesi hanno scritto giudizi entusiastici su questa interpretazione. Riporto alcuni brani delle recensioni apparse in rete.

Dal blog recitative

“The attraction was most definitely Monastyrska: a truly remarkable combination of massive, rafter-rattling force with entrancing pianissimo and coloratura.  Admittedly, there’s a sense in which these sometimes sound like two different voices, but her judicious skill in deploying them, and their sheer effect – thrilling in the alternation of intense control and unbridled power – made this a very memorable Lady Macbeth indeed.  The opening, when she moved from reading the letter to her first sung phrase, made my heart miss a beat, so dramatic was the contrast between spoken voice and full, gleaming, singing tone. Both voice and stage demeanour were more suited to Lady M than to Aïda, seen earlier in the season in a substitution for Micaela Carosi.  She seems more natural when ‘acting off of’ others than she does in moments of solo introspection.  That said, her sleepwalking scene had a real intensity and the closing pianissimo phrase was just breathtaking.  A real pleasure, and long may she be engaged at Covent Garden as she continues to hone her art.”

Questo è il giudizio di Mark Ronan´s Theater Reviews

“She was a hugely powerful Lady Macbeth, her voice cutting through and soaring above the orchestra and all the other singers, including the chorus.”

Qui, un estratto della recensione del seguitissimo blog Intermezzo, che intitola il post “Lady Loudmila begins her reign”

“Liudmyla Monastyrska met all the hopes raised by the YouTube evidence and her recent Aida when she made her debut as Lady Macbeth at Covent Garden earlier tonight. It’ s all about the voice – and what a battle tank of a voice – dark, powerful, solid top-to-bottom, and huuuuuge. At full throttle, it blasts through the theatre, yet she manoeuvres it precisely around the fiddliest coloratura, and can wind it down to a whisper without losing its shape. I can think of no current soprano who could meet the demands of the role quite so perfectly, and the rest of the audience recognised it too – her every aria roundly applauded. In short, a miracle.”

E questo è il giudizio di Claire Seymour, del sito   Opera Today.

“Making her role debut as Lady Macbeth, Ukrainian soprano Liudmyla Monastyrska was a commanding presence. When she made an unscheduled ROH debut as Aida in March, many commentated on the sheer size of her voice, and Lloyd’s production positively invited her to exhibit her vocal muscle to the full: I don’t think I’ve ever heard a soprano ride above a large ensemble with such force and potency – indeed, one would be concerned for her vocal health and longevity had it all not seemed so effortless. She began with an astounding confidence which suggested she’d been singing the role for a lifetime; she ascended to the stratosphere with ease and fleetly navigated the coloratura, while her lower register was burnished and sensual. Verdi’s Lady Macbeth could seem monstrous – an emblem, and agent, of the witches’ designs. For example, she is actually responsible for planting the seed of the murderous plot against Banquo in her husband’s mind, whereas Shakespeare’s queen is kept in ignorance. However, in a recent interview, Monastyrska explained that she senses Lady Macbeth’s guilt troubling her, almost immediately after the death of Duncan. And it is to Monastyrska’ s credit that she is able convincingly to bring some complexity to a role which could become a one-dimensional portrait of sexual power; her Sleepwalking Scene was a sensitive exploration of motivation and psychology.”

Non posso che dichiararmi pienamente d´accordo con i blogger britannici. Si tratta di una vera voce di soprano lirico spinto, solida, timbratissima e manovrata con una sicurezza tecnica invidiabile.  Nella scena della lettera e nel recitativo, abbiamo percepito immediatamente un passaggio di registro da manuale e nell’ aria acuti che hanno la facilità e lo squillo arrogante del vero soprano drammatico verdiano. Imperioso e autoritario il fraseggio, e nella cabaletta la cantante ucraina ha esibito agilità precisissime e acuti balenanti.
Di grande personalità anche l’ esecuzione del grande duetto con Macbeth, eseguito con una eccellente varietà dinamica e padronanza delle sfumature. La voce della Monastyrska suona perfettamente appoggiata sul fiato in tutta l’ estensione, e i tutti i recensori inglesi hanno parlato di un volume vocale e di un’ espansione assolutamente fuori del comune.
Splendida, davvero da manuale, l’ esecuzione dell´aria “La luce langue”, dove la cantante ucraina ha fatto valere la consistenza e il perfetto appoggio del suono nel settore grave, trovando magnifiche sfumature di fraseggio grazie a un´accentazione precisa e lavorata nei minimi particolari. Tra l´altro, si tratta di una voce quasi completamente esente dal vibrato stretto tipico delle voci slave, con gli acuti che suonano sempre lucenti e liberi. Imperioso e autorevole anche il Brindisi, e svettante la presenza nel concertato di chiusura dell’ atto, esattamente come era accaduto nel Finale Primo, dove la voce della Monastyrska emergeva con prepotenza su tutte le altre. Dopo il duetto finale del terzo atto eseguito con piglio da dominatrice, la scena del sonnambulismo ha siglato al meglio un’ interpretazione davvero superba, tra le migliori che mi sia mai capitato di ascoltare in questo ruolo. A dispetto di un paio di suoni sporchi in basso e di una o due inflessioni parlate che si potevano anche evitare, la fluidità del legato, la sicurezza dell’ emissione, il tono interpretativo sempre appropriato nel rendere l’ atmosfera drammatica e il clima da incubo creato da Verdi in questa scena, collocano la Lady Macbeth di Liudmyla Monastyrska tra i personaggi verdiani più riusciti degli ultimi anni. Una vera rivelazione e una cantante da seguire attentamente nei prossimi anni. Potrebbe essere davvero la voce verdiana che gli appassionati stanno aspettando ormai da troppo tempo.
Per quanto riguarda il resto del cast, non c’ è molto di buono da segnalare. Simon Keenlyside, che impersonava il protagonista, avrebbe anche delle intuizioni interpretative interessanti, soprattutto nel monologo del primo atto e nell’ aria, ma la voce è totalmente al di sotto delle esigenze del ruolo, e il suo canto alla fine si traduce in una vera e propria lotta con le note. Poco da segnalare anche per il Banco di Raymond Aceto e il Macduff di Dimitri Pittas, due decenti ruotiniers da grandi palcoscenici. Singolarmente deludente e poco autorevole la direzione di Antonio Pappano, che evidentemente della complessa drammaturgia musicale dell’ opera ha capito ben poco, e si è limitato a un sostegno orchestrale fiacco, slegato e anche piuttosto incoerente nella scelta dei tempi.
Peccato, perchè con un cast all’ altezza di questa Lady poteva essere uno spettacolo storico. Ad ogni modo, la serata è lo stesso da ricordare per l’ apparizione di una cantante che sarà sicuramente tra le protagoniste del panorama lirico internazionale nei prossimi anni.

Aggiornamento

Dalla recita londinese, eccovi la registrazione dell’ aria “La luce langue”

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