Pierre Boulez e Daniel Barenboim al Festspielhaus di Baden Baden

Il Festspielhaus di Baden Baden si conferma sempre più come uno dei teatri di punta del panorama musicale tedesco per l´altissimo livello qualitativo dei cartelloni. L´istituzione è completamente gestita da privati, caso raro in Germania, e nelle stagioni si esibiscono praticamente tutti i migliori concertisti del mondo e le orchestre più rinomate. Come è logico, gli appassionati arrivano da tutte le parti delle Germania per assistere alle manifestazioni in programma al Festspielhaus, modernissimo teatro ricavato da una vecchia stazione ferroviaria in disuso, assai comodo e con una sala di eccellente acustica. In questi giorni è in pieno svolgimento il Festival di Pentecoste, uno dei punti salienti della programmazione annuale. Nella prossima stagione numerosissimi saranno gli appuntamenti da non perdere. Da ricordare innanzi tutto il mese di ottobre, con la Luzern Festival Orchestra diretta da Claudio Abbado, un recital di Maurizio Pollini e poi Valery Gergiev che, sul podio dell´Orchestra del Teatro Mariinskij di St. Petersburg eseguirà in tre serate l´integrale sinfonica di Tschaikowsky. Per quanto riguarda le produzioni operistiche, a febbraio Christian Thielemann dirigerà Ariadne auf Naxos di Strauss con Renèe Fleming protagonista e Gergiev tornerà nel luglio seguente con i complessi pietroburghesi per un nuovo allestimento del Boris Godunov con la regia di Graham Vick. Nel 2013 poi, il Festspielhaus diventerà la nuova sede dell´Osterfestspiel dei Berliner Philharmoniker, che trasferiranno in blocco qui da Salzburg la celebre rassegna fondata nel 1967 da Herbert von Karajan. In questi giorni è stato reso pubblico il programma degli allestimenti operistici, che inizieranno con Die Zauberflöte, per proseguire poi nel 2014 con Manon Lescaut, nel 2015 con Der Rosenkavalier e nel 2016 con Tristan und Isolde, tutti naturalmente sotto la direzione di Sir Simon Rattle, lo Chefdirigent della celebre orchestra berlinese. Davvero un´iniziativa sensazionale, che inserirà a buon diritto il Festspielhaus tra le massime istituzioni musicali europee.
Aspettando questi magnifici appuntamenti futuri, la sera dell´11 sono andato ad ascoltare uno dei concerti più attesi del Festival di Pentecoste, quello della Staatskapelle Berlin diretta da Pierre Boulez in un programma dedicato a brani sinfonici di Wagner e ai due Concerti per piano e orchestra di Liszt con Daniel Barenboim come solista, in omaggio al bicentenario della nascita del compositore ungherese. Serata stupenda, sicuramente uno dei grandi eventi musicali dell´anno.
La Staatskapelle Berlin, che oltre a svolgere il ruolo di orchestra operistica alla Staatsoper Unten den Linden è impegnata anche in un´intensa attività sinfonica, è un complesso che vanta una delle tradizioni più illustri del mondo musicale tedesco. Una formazione dal suono compatto, timbrato, con una sezione fiati ammirevole per purezza di intonazione e bellezza timbrica. Pierre Boulez collabora da anni con questo gruppo, con cui ha realizzato, tra le altre cose, uno splendido ciclo mahleriano insieme a Barenboim, che dal 1992 è Generalmusikdirektor della Staatsoper Unten den Linden e nel 2000 è stato nominato direttore musicale a vita dai musicisti della Staatskapelle. La serata di Baden Baden è iniziata con la Faust Ouverture di Wagner. Boulez ha realizzato, nel corso della sua straordinaria carriera direttoriale, interpretazioni wagneriane di livello storico. Un Wagner analizzato con implacabile lucidità analitica e perfetta precisione di dettagli. Con la sua mimica contenutissima, il musicista francese ottiene gradazioni dinamiche e sfumature coloristiche infinite, e un fraseggio orchestrale perfetto per equilibrio e respiro complessivo. Magnifica la resa della struttura complessiva del pezzo, con la struttura tematica esposta con una chiarezza e logicità abbagliante.
A seguire, il Concerto N. 2 di Liszt. Personalmente, ho sempre ritenuto il Barenboim pianista molto superiore rispetto alle sue prove direttoriali. La splendida qualità del suono e i formidabili requisiti tecnici ne fanno uno strumentista che avrebbe potuto a buon diritto collocarsi tra i più grandi della storia del pianoforte, se si fosse dedicato esclusivamente all´attività solistica. Anche così, comunque, Barenboim è in grado di trarre da una partitura come quella del Secondo Concerto di Liszt, di carattere più lirico rispetto al Primo, una paletta timbrica di grande raffinatezza, con gradazioni dinamiche e di tocco davvero di alta classe, perfettamente assecondato da Boulez, accuratissimo nel calibrare al millimetro il colore e gli accenti orchestrali seguendo le sonorità pianistiche.
La seconda parte è iniziata con il celebre Siegfried Idyll, Boulez rende questa celebre pagina wagneriana in maniera sobria e decisamente antiretorica, con un fraseggio orchestrale di cantabilità intensa ma di severa compostezza formale, senza concedersi nessun effetto a buon mercato e sempre con una resa esecutiva avvincente nella sua tensione narrativa di insieme e lucidità di intenti espositivi. Sono le caratteristiche che hanno reso ammirate le sue interpretazioni di Wagner, e che in una pagina come questa possono risultare al meglio. Magnifica anche qui la Staatskapelle nell´assecondare a meraviglia le intenzioni del maestro. Soprattutto le infinite sfumature del suono degli archi erano qualcosa che non capita di sentire frequentemente.
Chiusura, come era logico, col brano più spettacolare del programma, il Primo Concerto di Liszt, cavallo di battaglia di generazioni di virtuosi, affrontato da Barenboim con piglio spavaldo e sicuro, a conferma del suo felice momento di forma. Ottimo il celebre e difficilissimo passo di ottave che apre il brano, ed eccellente la resa di tutti i passi virtuosistici, in un clima di tensione interpretativa assecondato benissimo dal podio, che si intensificava gradualmente fino a culminare in una spettacolare esecuzione della chiusa, salutata da una grande ovazione di pubblico.
Une dolcissima e sfumata esecuzione del Notturno op. 27 n.1 di Chopin come fuori programma ha chiuso al meglio due ore di autentica grande musica. 

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