Piotr Beczala

La nostra é un´epoca in cui tutti noi appassionati d´opera diciamo, e con molte buone ragioni, che scarseggiano le voci di qualitá e i cantanti in possesso di una preparazione professionale adeguata. Voglio parlarvi qui di uno dei pochissimi tenori di oggi che veramente puó essere considerato all´altezza dei grandi di una volta.Si tratta di Piotr Beczala, polacco, allievo di due grandissimi artisti come Pavel Lisitsian e Sena Jurinac. Dopo gli inizi professionali in patria e poi al Landestheater di Linz, dal 1997 divenne membro dell´ensemble della Zürich Opernhaus, con la quale tuttora collabora regolarmente. In questo teatro ha eseguito un repertorio comprendente i ruoli di Tristan in Le Vin Herbé di Frank Martin, Steva in Jenufa di Janacek, Synodal nel Demon di Anton Rubinstein, Walther von der Vogelweide nel Tannhäuser, Arnim von Grübben nel Simplicius di Johann Strauss, Matteo in Arabella, Elvino ne La Sonnambula, i personaggi verdiani del Duca di Mantova e Alfredo e quelli mozartiani di Tamino e Belmonte . Da circa una decina d´anni è attivo in tutti i teatri piú prestigiosi del mondo tranne che (c´era bisogno di dirlo?) in quelli italiani. In particolare collabora strettamente con la Staatsoper Munchen, la Wiener Statasoper e il Metropolitan di New York. Tra le sue interpretazioni di maggior successo degli ultimi tempi vanno ricordate quelle di Edgardo, Rodolfo, Romeo, Faust e Werther, oltre al ruolo del Principe in Rusalka e a quello di Lensky nell´Eugene Onegin.
La voce del tenore polacco si distingue per la bella smaltatura argentina del timbro, che ricorda vagamente quello del grande Fritz Wunderlich, cantante che Beczala ha probabilmente studiato a fondo per quel che riguarda il modo di porgere la frase. La tecnica appare solida e sufficientemente rifinita, anche se a volte si avverte una lieve tendenza all´opacità nelle note di passaggio. La morbidezza e l´espansione della voce  sono notevoli e il settore acuto è di bella facilità e corposità, assolutamente privo di problemi. L´interpretazione è sempre personale ed eloquente, con un ottimo controllo della dinamica e dei colori. Ascoltate, per esempio, come Baczala risolve la scena ed aria del Duca di Mantova, un vero sesto grado della vocalità tenorile, che mette a dura prova le capacità tecniche di qualsiasi cantante.

Sebbene il brano sia di una difficoltà estrema in rapporto alle riprese di fiato e ai colori richiesti da Verdi, il cantante non dà mai l´impressione di essere a disagio. Notate il perfetto controllo della voce nello scomodissimo sol bemolle di attacco dell´aria e l´eleganza del fraseggio in tutto il brano. Nella cabaletta Beczala canta con slancio ma senza mai perdere la misura che deve avere un personaggio aristocratico e sfoggia note acute di estrema pulizia, evitando il re naturale della chiusa, d´altronde non scritto dall´autore.

E ascoltate ora il fraseggio vario, tornito ed eloquente che il tenore polacco sfoggia nell´aria di Arnim von Grübben "Im ganzen Land" dal Simplicius di Johann Strauss, uno dei suoi primi grandi successi all´Opernhaus Zürich. Disinvoltissimo e spiritoso anche nella recitazione, riesce a creare un personaggio vocalmente e scenicamente davvero irresistibile.

Cpme ripeto, c´è senz´altro Wunderlich come modello interpretativo, ma Beczala possiede sufficiente personalità per non scadere nella banale imitazione dell´indimenticabile tenore tedesco, e grazie alla buona base tecnica è in grado di trovare soluzioni assolutamente personali nella caratterizzazione vocale e drammaturgica delle parti che affronta.
Partito come tenore lirico leggero, negli ultimi anni il tenore polacco ha gradatamente esteso il suo repertorio fino a comprendere ruoli di carattere più spinto come Werther e Riccardo. Avendo avuto modo di seguire dal vivo la sua graduale maturazione vocale, posso dire che i risultati sono stati finora di estremo interesse.
Ho ascoltato infatti Beczala diverse volte  a Zurigo come Tamino, Belmonte, Alfredo e Duca di Mantova, e mi aveva sempre fortemente impressionato per la smaltatura della voce e la bravura tecnica. Nel maggio 2009 andai ad ascoltarlo a Berlino,  con molta curiosità in quanto affrontava per la prima volta una parte impegnativa e di carattere vocalmente spinto come quella di Riccardo nel Ballo in Maschera, diretto da Philippe Jordan e con la splendida Amelia di Catherine Naglestad. L´interpretazione ascoltata quella sera alla Staatsoper unten den Linden mi ha definitivamente convinto che eravamo di fronte a un grande artista, probabilmente il migliore inteprete odierno di questo ruolo cosi impegnativo. La bella resa vocale della Ballata e dell´aria nel terzo atto, oltre al calore interpretativo del duetto d´amore, erano assolutamente degne dei migliori tenori che hanno affrontato questa parte negli ultimi trent´anni.
In definitiva, un cantante e un artista completo, a mio avviso di gran lunga il miglior elemento del panorama tenorile di oggi. Nel suo programma dei prossimi anni sono previsti i debutti come Hoffmann e Des Grieux nella Manon di Massenet. Visto il grande successo del suo Romeo salisburghese la scorsa estate, c´è da attendere con viva curiosità queste interpretazioni. Piotr Beczala ha tutte le qualità necessarie per dire qualcosa di nuovo nella storia esecutiva di questi due personaggi.

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