Christian Thielemann in concerto a Dresden

Anna Costalonga ha ascoltato a Dresden il concerto commemorativo per il bicentenario della nascita di Liszt, tenuto dalla Staatskapelle Dresden sotto la direzione di Christian Thielemann, che dal 2013 ne diventerà il nuovo Chefdirigent. Eccovi il suo resoconto.

Domenica sera alla Semperoper ho potuto assistere al concerto straordinario di Christian Thielemann con la Staatskapelle Dresden in occasione del 200esimo anniversario della nascita di Franz Liszt.

In programma, la Faust Overture di Wagner e la Faust Symphonie di Liszt.

Prima del concerto, questo programma mi pareva insolito. Tradizionalmente, la Faust Symphonie è eseguita insieme all'altro poema sinfonico lisztiano, la Dante Symphonie. Questa volta si è scelto un programma in toto faustiano, – e dresdiano, visto che entrambe sono state eseguite per la prima volta  a Dresda –  che ha messo ancora una volta in evidenza la relazione, se non la simbiosi artistica fra questi due grandissimi innovatori del 19esimo secolo.

La Faust Overture di Wagner è stata davvero l' ouverture al poema sinfonico di Liszt, un' opera rimasta incompiuta e che invece il suocero Liszt portò idealmente a compimento nel suo poema sinfonico. Thielemann è riuscito molto bene a far passare l' idea dell' omogeneità, della complementarità di questi due composizioni. Quell'opera che Wagner non riuscì a finire, eccola composta sotto forma di poema sinfonico da Liszt. L' esecuzione di Thielemann ne ha inoltre evidenziato il carattere già wagneriano – per usare un calembour, già quasi più wagneriano del Wagner parigino.

 

Ascesi sulfurea

 

 

Fra il lusso della Semperoper, aspettavo il personaggio Thielemann ed ero curiosa di sentire come avrebbe risolto una partitura così piena di vertici opposti, di colori contrastanti come la Faust Symphonie.

I tre movimenti di cui è costituita l' opera rappresentano  i tre protagonisti del Faust goethiano: Faust, Margherita (Gretschen) e Mefistofele. A questo si aggiunge un coro finale, il Coro Mistico, dove il coro e il tenore, l'altra sera Endrik Wottrik , cantano gli ultimi versi goethiani.

In tutta l'opera in realtà, è un unico tema a essere continuamente ripetuto in infinite varianti – come nelle migliori partiture wagneriane – il tema dell'inquietezza di Faust, che diventerà zolfo nel movimento finale, quello di Mefistofele, pieno di esplosioni orchestrali fosche e quasi medioevaleggianti.

Thielemann ha sottolineato molto intensamente la relazione fra il tema del secondo movimento, quello di Gretschen e il coro finale, il coro mistico, e la frase ripetuta in continuazione dal tenore

"Solo l' Eterno Femminino ci fa ascendere"

 

Dietro il gesto preciso, non necessariamente spettacolare di Thielemann, si è potuto intuire una concertazione severissima. Lo si capiva molto bene dalla tensione degli orchestrali.

Thielemann ha tenuto in pugno l' orchestra della Staatskapelle Dresden come un violino dalle corde ben tese, infatti: con l' autorità del virtuosismo è riuscito ad ottenerne delle sonorità perfette.

Come ad esempio nel secondo movimento, dove il tema squisito dolcissimo di Gretschen è reso con una incredibile armonia sonora fra i fiati, l' arpa e i violini, tale da rendere indistinguibile la singola voce orchestrale.

Ed è riuscito  a calamitare l' attenzione dell'ascoltatore dall'inizio alla fine: mai una caduta di tensione, grazie alla lettura coerentemente espressiva e drammatica dell' opera stessa.

 

Nel coro finale, la Staatskapelle è parsa volare sotto la direzione esigente di Thielemann. Dopo le esplosioni profondissime infernali, dopo fortissimi davvero fortissimi, l' orchestra è riuscita a far sentire la celestialità e l' ascesi mistica, sovrannaturale quasi, degli accordi finali. Buonissima la performance del tenore Endrik Wottrich.

 

Epilogo

 

Thielemann sembra un personaggio di altri tempi. I gesti misurati, scattanti e soprattutto lo sguardo tagliente come mi è capitato di vedere in pochi hanno stregato la platea.  Tutti nella sala hanno avuto la sensazione di trovarsi di fronte non a un direttore, ma a un domatore che a forza di frusta riesce a far saltare ancora più in alto le belve degli orchestrali.

Con grande soddisfazione del pubblico di Dresda, che ha reagito in maniera insolitamente calorosa, al punto da applaudire appena alla fine dell'ultima battuta, senza aspettare che Thielemann abbassasse le mani.

Anna Costalonga

 

 

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