Cavalleria Rusticana e Pagliacci al Teatro Coccia di Novara

L´amico Paolo Toscani mi manda queste brevi impressioni su una recita al Teatro Coccia di Novara, alla quale ha assistito.
Pubblico volentieri la nota come testimonianza di quel teatro di provincia che un tempo era la linfa vitale del nostro movimento lirico e che gli artisti tentano ancora di portare avanti in mezzo a problemi sempre più grossi.

Oggi ho avuto il piacere di conoscere personalmente il baritono Silvio Zanon, in occasione della rappresentazione del dittico Cavalleria e Pagliacci al Teatro Coccia di Novara.
L’incontro è stato piacevolissimo e abbastanza arduo..ma ci sono riuscito! Grazie alla collaborazione dell’amico GianMario Cavallaro, sono riuscito ad eludere la sorveglianza all’ingresso artisti. Circa trenta minuti prima della recita sono riuscito a salutare personalmente sia Silvio e Chiara, che il Tenore Alberto Cupido e la Sua squisita Signora.
Bando alle ciance….incominciamo!
Ottima Cavalleria, anche se in alcuni momenti la bacchetta nerboruta di Elisabetta Maschio non ha colto l’aspetto intimistico dell’opera, ma ha dato prova di grande duttilità e conoscenza, equilibrando la fossa con il palcoscenico.
Di notevole intensità la Santuzza di Maria Billeri che ha saputo dare al suo personaggio il calore necessario, senza mai eccedere in alcun modo. Di grande intensità emotiva e vocale il Turiddu di Alberto Cupido, che dopo una partenza incerta (dovuta ad un malessere passeggero) ha dato voce ad un Turiddu di notevole peso. Il timbro di Cupido è rimastato cristallino e luccicante, con fraseggio intenso e vitale. Ottimo l’Alfio di Silvio Zanon che ne ha reso ottimamente il carattere umano e vocale, cogliendone gli aspetti più intimi. Pregevole anche la Mamma Lucia di Monica Tagliasacchi, mezzo-soprano dotata di un buon timbro.
Dopo la piacevole pausa con gli amici di avventura Davide e Francesca, eccoci a Pagliacci.
La Maschio qui ha dato veramente il meglio di se stessa, con una direzione davvero eccezionale, fondendo il palcoscenico e l’orchestra in un tutt’ uno, ottenendo atmosfere davvero pregevoli.
Anche qui Cupido si è dimostrato davvero a suo agio, disegnando un Canio umano, disperato, collerico…davvero ottimo!
Una nota di merito alla Nedda di Esther Andaloro, dalla voce fresca e di peso. Ci ha regalato una Nedda sensuale e divertente, spigliata e di ottima presenza scenica.
Eccellente il Tonio di Silvio Zanon, il quale già dal prologo, ci ha dato prova di padroneggiare il ruolo sia vocalmente che scenicamente.
Di buona pasta anche il Silvio di Federico Longhi e lo scanzonato Arlecchino di Vincenzo Maria Sarinelli.
Il coro diretto da Gian Mario Cavallaro ha dato una grande prova in entrambe le pièces, dimostrandosi all’altezza della rappresentazione.
Un plauso infine anche alla regia di Emiliana Paoli, che ha ben gestito le masse sceniche e gli artisti senza eccedere in nulla….Grande Spettacolo a sedici ore….BRAVI TUTTI!!!

Paolo Toscani

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