In memoriam Hildegard Behrens.

Hildegard Behrens, una delle più grandi cantanti della nostra epoca, è morta ieri a Tokyo, dove si trovava per tenere un concerto e delle lezioni al Kusatsu Summer Music Festival. Nata a Varel,nel nord della Germania, il 9 febbraio 1937, era la sesta figlia di un medico e, contemporaneamente agli studi musicali, frequentò la Facoltà di Giurisprudenza all´Università di Freiburg im Breisgau, dove concluse anche gli studi di canto alla Musikhochschule e debuttò nel 1971, come Contessa nelle "Nozze di Figaro". Quasi subito venne ingaggiata dalla Deutsche Oper am Rhein di Düsseldorf, dove si impose per la prima volta all´attenzione del pubblico con l´interpretazione di Agathe nel Freischutz e poi di Marie nel Wozzeck. Nel 1976 debuttò al Metropolitan come Giorgetta nel Tabarro, e quasi contemporaneamente fu scelta da Herbert von Karajan per la parte della protagonista nel nuovo allestimento di Salomè al Festival di Salzburg, nell´agosto 1977. Fu quasi di sicuro l´ultima intuizione vincente del grande direttore austriaco in materia di voci. Lo straordinario successo di questa storica produzione lanciò definitivamente la Behrens come star operistica internazionale. Nel 1979 la cantante colse un altro trionfo nella cittá austriaca cantando Ariadne sotto la direzione di Karl Böhm, con cui l´anno successivo interpretó Leonore del Fidelio al Metropolitan. Nello stesso anno la Behrens si imponeva come soprano wagneriano eseguendo Isolde a München, diretta da Leonard Bernstein, in una performace concertistica che quasi subito fu pubblicata su disco. Nel frattempo si faceva piú intensa la sua collaborazione col Metropolitan, dove apparve in 171 rappresentazioni, spaziando da ruoli come la mozartiana Elettra (nel 1983 accanto a  Luciano Pavarotti come Idomeneo e Frederica Von Stade come Idamante, sotto la direzione di James Levine) a parti di intensa drammaticitá come Marie, Tosca, Elektra di Strauss e Leonore. Nel 1988 fu Emilia Marty a München e nel 1983 debuttava a Bayreuth come Brühnhilde, diretta da Georg Solti. Proprio con questo ruolo ottenne il suo piú grande trionfo al Metropolitan, nel ciclo wagneriano messo in scena da Levine e Otto Schenk, che nel 1989 fu la prima produzione della Tetralogia ad essere trasmessa in diretta televisiva. Tra le tappe piú significative della sua carriera, vanno ricordate le interpretazioni di Marie nel Wozzeck alla Wiener Staatsoper con Claudio Abbado, e la Isolde interpretata nel 1996 a München, per la riapertura del Prinzregententheaters.Negli ultimi anni della sua carriera aveva ulteriormente ampliato il suo repertorio eseguendo Hanna Glawari, Kundry, Ortrud e Kostelnicka nella Jenufa di Janacek.
"She is the finest Bruennhilde of the post-Birgit Nilsson era", scriveva nel 1989 Mike Silverman, critico dell´Associated Press. "Though she lacks the overpowering vocal resources of a great Wagnerian soprano, she makes up for that with dramatic intensity as she changes before our eyes from a frisky young Valkyrie to a passionate and then betrayed lover, and finally to a compassionate woman whose sacrifice returns the ring to its rightful owners, the Rhinemaidens."
Luciano Berio compose per lei la parte protagonistica nell´opera "Cronaca del Luogo", eseguita in prima esecuzione assoluta alla serata inaugurale del Festival di Salzburg 1999.
Cantante dotata di splendida voce e grande preparazione tecnica e musicale, possedeva anche grande talento scenico ed una spiccata personalità di fraseggiatrice, oltre alla capacità di esibire una straordinaria ampiezza di dinamiche e sfumature. Va sicuramente annoverata tra le più grandi interpreti wagneriane e straussiane della storia:un altro dei suoi grandi successi salisburghesi lo colse nella produzione di "Die Frau ohne Schatten" diretta da Georg Solti nel 1992, nel ruolo della Farberin. La sua Salomè con Karajan va sicuramente annoverata tra le più grandi interpretazioni del ruolo in assoluto, come testimonia la registrazione EMI. Tra le altre pagine più belle del suo lascito discografico sono da raccomandare senz´altro il Tristan con Bernstein sopra citato ed il Fidelio con Solti, oltre all´Elektra diretta da Ozawa e al Freischutz con Kubelik. Per quanto riguarda i DVD, oltre al Ring newyorkese, da non perdere assolutamente il Wozzeck con Abbado, l´Idomeneo con Levine e la Tosca con Placido Domingo, diretta da Giuseppe Sinopoli.

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