Gotterdämmerung a Venezia

Una carissima amica mi ha mandato questa gustosa recensione del Gotterdämmerung di Wagner, recentemente eseguito al Teatro La Fenice di Venezia.
La pubblico, rispettando peró il desiderio della scrivente di mantenere l’ anonimato.

 Dopo tanto tempo decido di fare una sorpresa a mio marito e mi procuro i biglietti per la prova generale di Gotterdämmerung alla Fenice. Di solito per arrivare in campo San Fantin sbagliamo sempre strada , ma questa volta siamo arrivati in anticipo…cappuccino e brioches e via in palco.

La scena si apre su una specie di soffitta di Paperino con cataste di roba sparsa e non ben definita…tre povere donne con Mocio Vileda in mano cantano…e cantano e ancora cantano…per fortuna ci sono i sopratitoli, una lucida un tronco con il Fabello (lucida nuovo lucida bello) e cantanooooo!

Arriva Zia Brunilde, vestitino stile Holly Hobbie, con il solito impermeabilone nero/grigio da deportato, sparsi in giro elmetti teteski, mit giakketten teteske stile bordello nazista, lei tratteggia un carattere stile vispa Teresa, felice e un zinzino scema. Arriva lui, Braccobaldo Sigfrido, che più che un eroe disegna il tipico carattere da bevitore di birra della domenica made in Germany, leggermente cretino e spaccone….duetto d’ amore fra handicappati e si passa alla scena successiva. Grande sala del Terzo Reich, tutti in divisa meno Hagen (bastardo più di voce che altro), la bella Gutrune ha un vestitino charleston color azzurrino, è servile, spaventata e si fa palpeggiare da Hagen (boh!!!), vocalmente in un qualsiasi conservatorio scadente si trova di meglio ma non importa, andiamo avanti….tramano tramano e arriva il Prode Sig ! Frido, sporco, vestito a stracci ( Oviesse presumo..pantalonacci zozzi e camicia sbiadita) con prezioso zainetto che sbattocchia dappertutto…purtroppo canta!!!   Alla fine si vanno a prendere Brunilde. Il regista o è un maschilista di merda oppure (cosa troppo raffinata temo) ha pensato di sottolineare che dal momento che Brunilde ha perso la divinità ed ha provato le gioie del piacere sessuale è giusto che paghi e quindi la fa andare via a gatto.  Torniamo nella sala del Reich quando c’ è anche il coro vestito in divisa nazista e tornano tutti per festeggiare le due coppie di innamorati, c’ è una gran distribuzione di alcolici, son tutti ciucchi e viaaa col vento….cantano, tramano, progettano vendette e per fortuna che ci sono i sopratitoli….

Scena della caccia??? (dove???) Siamo in un posto stile immondezzaio a cielo aperto con le ondine dalla voce leggermente acquosa (hihihi) che si tolgono di dosso petrolio o simili…arriva il Pirla con lo zainetto e lo sbatacchia per terra per l’ ennesima volta, lo avvertono, lo minacciano e alla fine se ne vanno e arrivano gli altri tutti rigorosamente vestiti da soldatini (sennò non sarebbe divertente); sparsi in giro rottami vari, copertoni di camion, barattoli, una ruota di bicicletta e anche una vasca da bagno. Sig ! Fried decide di sedervicisi dentro…io pensavo di lanciargli anche la paperetta ma mi hanno detto che non sarebbe stato conveniente. Lui racconta a tutti che tante cose gliele ha raccontate un uccellino e molla un urlo terrificante che era un vero DO –di-stomaco! Ma per fortuna lo ammazzano e finalmente tace. Diciamo che il regista ci ha fatto un bel regalo evitando di mettere in scena la processione per il funerale del Pirla ed ha tirato giù il sipario…bene bene, mi posso godere la direzione di J. Tate…ma ascoltando tale lentezza, senza un legato od un canto che sia, senza una dinamica che porti dal piano al forte senza botti, forse non è stato un gran regalo!!!!  Il tutto finisce nella sala del Reich, il Pirla disteso (e finalmente muto!!!!!) sulla scrivania, Gutrune in camicia da notte in seta rosa che bercia a più non posso e Brunilde ( che per inteso ha accennato tutto lo spettacolo ed a ragione direi visto la parte) che si cucca tutta la sua ultima scena in proscenio con sipario abbassato (non avrei voluto essere al suo posto) per poi finire sotto la doccia nella scena finale…ma non si buttava nella catasta con il Pirla??? Ok, diamogli buono l’ effetto luce dorata …ma insomma!!!

Conclusione: odio i cantanti tedeschi o comunque quelli che abitualmente cantano Wagner, almeno quelli che ho sentito oggi, ingolati, bercianti, con suoni fissi, rumorosi, che come attori sono straordinari ma ci vorrebbe il doppiaggio vocale. Per quanto riguarda la regia sono convinta che ai tedeschi non sia andata giù di aver perso la guerra, quindi ci propinano il Terzo Reich in tutte le salse disturbando in maniera consistente l’ ascolto. Il Maestro Tate ha capito che con le orchestre italiane non vale la pena di lavorare, oppure ci ha presi per il culo!

Per fortuna c’ era la musica di Wagner che ha tenuto duro nonostante gli innumerevoli tentativi di destabilizzazione e boicottaggio perpetrati dagli interpreti tutti.

Non chiedetemi chi cantasse, andate sul sito della Fenice.

Aggiungo solo una precisazione: il regista dello spettacolo era Robert Carsen, che non è assolutamente tedesco ma canadese, ha studiato in Inghilterra ed iniziato a lavorare in Francia.

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Un pensiero su “Gotterdämmerung a Venezia

  1. Scusa, non c’entra niente con questo post, ma ho letto un commento sul blog del Robecchi e volevo comunicarti che è così bella che la copierò e l’appiccichero un po’ dappertutto….:)))
    Niente in contrario???
    Chica

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