Una testimonianza su Carlos Kleiber

L’ amico milanese  Gabriele Baccalini, dopo aver letto l’  articolo su Carlos Kleiber da me pubblicato in traduzione italiana, mi ha mandato questa preziosa testimonianza, comprendente il testo di due lettere scritte dal Maestro a Romano Gandolfi, l’ indimenticabile direttore del Coro del Teatro alla Scala, nonché un suo ricordo personale riguardante Veronika Kleiber, sorella del grande direttore.
Pubblico questo documento di altissimo valore, ringraziando Gabriele per aver scelto di farlo conoscere tramite questo blog.

Caro Gianguido,
ecco i testi delle due letterine autografe di Kleiber a Gandolfi:

23.3.79
Caro Romano!
Pregoti di fare sapere al Coro che ringrazio di cuore per la “Bohème” di ieri sera. E anche a TE, amico carissimo!
Ciao, con affetto
tuo Carlos Kleiber.

16.4.82 (credo proprio per una ripresa dell’Otello)
Caro Romano Gandolfi,
Tu sai bene come è bravo il tuo Coro, come è anche gentile e pieno di anima. Diglielo da parte mia, per favore. Romano, amico, grazie a Te per la tua gentilezza con me, mi dai sempre coraggio.
Se una volta avrai bisogno di coraggio anche Tu, farò del mio meglio, sai…
Sempre fedel
tuo Carlos.

Ho lasciato l’italiano un po’ zoppicante, perché mi sembra un indice di autenticità e sincerità.

Io ho un ricordo personale della famiglia Kleiber, anche se riguarda solo indirettamente Carlos. La sera di un suo concerto alla Scala nel 1980/81,  (aveva accettato di sostiture Karl Boehm in fin di vita alla guida della London Symphony, portata alla Scala da Abbado, e fece una Settima di Beerhoven da lasciare tutti a bocca aperta) conobbi la sorella: non so perché nell’articolo da te riportato si parla di figlio unico, forse unico maschio…; chiacchierando le dissi che avevo a casa anche diversi dischi  del loro padre. Citai  tra l’altro  un vecchio vinilico canadese  con la Rosamunde di Schubert e  lei fu commossa e sorpresa:  non sapeva che esistesse una registrazione della Rosamunde di suo papà e ci teneva moltissimo a procurare il disco anche per Carlos, perché la prima volta che lei e il fratello erano stati portati ad ascoltare un concerto diretto dal padre in programma c’era proprio quella musica di Schubert. Voleva i codici identificativi del disco e ci demmo appuntamento per la sera successiva, perché c’era un altro spettacolo al quale entrambi avremmo assistito. Io portai con me il disco e insistetti perché lei lo accettasse in dono anche per Carlos, sostenendo che il valore affettivo che poteva avere per me non era paragonabile con il loro. Ma lei, teutonicamente inflessibile, rifiutò e si limitò a trascrivere la marca e il numero di serie del disco, che mi pare fosse distribuito dalla Bongiovanni di Bologna. Spero che ne abbia trovato una copia, perché non finiva di ringraziarmi per la segnalazione e l’aiuto nella ricerca del disco.

Gabriele Baccalini

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