Ancora su Baricco

A integrazione di quanto scritto ieri,pubblico un contributo di Gabriele Baccalini,voce autorevolissima,che ha vissuto,spendendosi anche in prima persona,gli anni in cui la cultura era veramente considerata una cosa seria.

Ieri sera sono andato alla Scala a sentire la meravigliosa Winterreise di Quasthoff e Barenboim, stavolta molto umile nell’assecondare la linea interpretativa del grandissimo bass-bariton, di un intimismo e di una dolcezza tragica assolutamente originali, tali da porla sullo stesso piano delle altre più sublimi, che la nostra generazione ha potuto ascoltare.
Ne accenno qui invece di mettere un nuovo post, perché per seguire il testo mi sono portato da casa la brochure delle Schubertiadi di Hermann Prey del 1986-87: sei serate di Lieder di Schubert, tra cui naturalmente il sommo capolavoro di ieri sera. Sulla copertina figurava l’indicazione: "Concerti per Giovani, Lavoratori e Studenti", i mitici GLS, low cost ma con i più grandi concertisti del mondo, creati da Paolo Grassi e continuati gloriosamente con Badini.
Erano i tempi dell’Ente Autonomo Teatro alla Scala, gestito dai rappresentanti della collettività e della comunità musicale e teatrale.
Poi è arrivata la Fondazione dei privati supermiliardari ed erano spariti anche i concerti di canto come quello di ieri sera, evidentemente non abbastanza "rentables" (vedi il programma della stagione 2004-2005, impostato dalla gestione Fontana-Muti; i concerti per giovani e anziani "invitati" alla Scala erano eseguiti dal Quartetto d’archi della Scala, dai Violoncellisti della Scala, dai Solisti della Scala e dall’Ensemble strumentale scaligero: luminoso esempio di apertura internazionale del primo teatro musicale del mondo!).
Il tutto soltanto per invitare il signor Baricco ad andare "a scoà ‘l mar", come si dice a Milano, e la Repubblica a smettere di ospitare questi conformisti dell’anticonformismo, inneggianti per puro codismo al liberismo culturale, in tempi in cui il liberismo selvaggio è stato messo in rotta dalle malefatte dei suoi stessi protagonisti.

Gabriele Baccalini

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