Baby Yar

Nel Giorno della Memoria,mi sembra opportuno parlare di un capolavoro del Novecento come la Sinfonia N.13 di Dmitri Schostakovich,  scritta su testi tratti da sei poemi di Evgenij Evtuscenko.

Dal testo di Baby Yar:

Non c’è segno di ricordo a Baby Yar. Le scogliere a picco sono là come tante pietre tombali. Mi fa paura. Mi sento vecchio, vecchio come il popolo degli ebrei. Io stesso mi sento un ebreo. Attraverso a piedi l’antico Egitto. Qui, io muoio, inchiodato ad una croce, e ancora oggi porto le ferite dei chiodi. Mi sento Dreyfus. I Filistei sono sia i dilatatori che i giudici. Sono imprigionato, perseguitato, calunniato e ricoperto di sputi. Signore che a stento frenano il riso, vestite con incredibili abiti di trine , mi punzecchiano il viso con i loro ombrelli.Poi mi sembra di essere un ragazzo di Byelostock. Il sangue ricopre il pavimento. I brutti ceffi della taverna puzzano di vodka e cipolla. Mi colpiscono al fianco con uno stivale. Invano chiedo un po’ di pietà a questi massacratori. Alcuni commercianti di grano danno addosso a mia madre. Oh, mio popolo russo! Il tuo nome risplende in tutto il mondo. Ma alcuni, con mani empie, troppo spesso hanno trasformato questo nome in un simbolo di malvagità. La mia terra è buona, lo so. Questi antisemiti sono spregevoli. Senza esitazione si definiscono: “Unione del popolo russo”!Penso a me come se fossi Anna Frank, traboccante di vita come un ramo all’inizio della primavera…E divento un enorme grido silenzioso che si distende sulle migliaia di morti che giacciono qui. Io sono ogni vecchio che qui è stato ucciso. Io sono ogni bambino che qui è stato ucciso”.

Dmitri Shostakovich scrisse la tredicesima sinfonia, detta Baby Yar, nel 1962 ed essa rappresenta uno dei suoi ultimi capolavori. Questa sinfonia utilizza cinque testi del poeta sovietico Evgenij Evtusenko, nato nel 1933, ciascuno dei quali viene musicato e cantato nei cinque movimenti corrispondenti. I loro titoli sono:

1) Baby Yar (Adagio);

2) L’umorismo (Allegretto);

3) Al magazzino (Adagio);

4) Paure (Largo);

5) Una carriera (Allegretto).

Il primo poema, Baby Yar, dà il titolo all’ intera composizione. Baby Yar è il nome di un burrone nelle vicinanze di Kiev, capitale dell’ Ucraina russa, dove i nazisti tedeschi gettarono i corpi massacrati  di più di centomila uomini, donne e bambini, durante una fase della “guerra d’ annientamento”(Operazione Barbarossa), ordinata da Hitler nel 1941. La maggioranza delle vittime erano ebrei, ma il poeta ne parla come se fossero questi la totalità; il suo testo costituisce una denuncia appassionata dell’ antisemitismo e allude anche ad altre atrocità, fra cui l’affare Dreyfus, la morte di Anna Frank , vittima anch’ essa del nazismo, e la vicenda di un povero ragazzo ebreo morto malmenato e calpestato da un gruppo di delinquenti ubriachi a Byelostock. Come testimonia nelle sue memorie il grande soprano Galina Visnevskaja, amica intima di Shostakovich ed interprete di riferimento della sua musica, il governo sovietico tentó in tutti i modi di ostacolare la prima esecuzione del lavoro. Pressioni esercitate sugli artisti prescelti, ad uno dei quali venne addirittura ordinato di sostituire quella sera al Bolscioi un cantante che si era appositamente dichiarato malato, furono superate solo grazie alla determinazione del direttore d’ orchestra Kirill Kondrashin, che resistette a tutti i tentativi di ostacolare il concerto. Quando la sinfonia venne eseguita per la prima volta a Mosca, nel dicembre del 1962, nel teatro regnava un clima di grande tensione (il premier stesso, Kruscev, aveva invitato il musicista a non fare eseguire quella sinfonia): i posti riservati ai rappresentanti del governo rimasero vuoti e non ebbe luogo neanche la prevista ripresa televisiva. Il teatro era circondato dalle forze dell’ ordine, mentre all’ interno la sala era gremita di gente: nonostante tutto, il successo fu clamoroso e il pubblico tributò una vera e propria ovazione ai due autori. Negli ambienti culturali moscoviti, il concerto fu salutato come una vittoria dell’ arte sulla politica. A questa prima fece seguito una dura polemica. Le autorità chiesero di apportare modifiche al testo in modo che si capisse chiaramente che a Baby Yar non giacevano soltanto Ebrei, ma che nella stessa terra riposavano vittime russe e ucraine. La tredicesima sinfonia, dunque, tratta temi che preoccuparono Shostakovich durante tutta la sua vita: la guerra e la rivoluzione, la crudeltà e lo sfruttamento, i pregiudizi razziali e le relazioni fra l’ artista e la società.
La sinfonia Baby Yar rappresenta uno dei vertici dell’ arte di Shostakovich ed una delle piú profonde e avvicenti creazioni musicali dedicate agli orrori della guerra, in parallelo con il contemporaneo War Requiem, di Benjamin Britten, pure esso boicottato dalle autoritá sovietiche, le quali impedirono alla Visnevskaja di accogliere l’ invito del compositore inglese a cantare nella prima esecuzione del lavoro.
A conclusione di queste riflessioni propongo, come ascolto, un altro capolavoro che descrive gli orrori della guerra in maniera tragicamente icastica: A survivor from Warsaw, di Arnold Schönberg. Un brano che, alla luce degli avvenimenti di Gaza, assume una tragica attualitá.


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