Buon compleanno, maestro Puccini!

Puccini“La morte di Puccini mi ha recato un profondo dolore. Non avrei mai creduto di non dover piú rivedere questo cosí grande uomo. E sono rimasto orgoglioso di aver suscitato il suo interesse, e Le sono riconoscente che Ella lo abbia fatto sapere ai miei nemici, in un recente suo articolo”.

Cosí scriveva Arnold Schönberg ad Alfredo Casella nel gennaio 1925. Credo che queste parole siano uno dei migliori omaggi che si possano tributare al grande compositore lucchese, di cui oggi ricorre il centocinquantesimo anniversario della nascita. La figura di Giacomo Puccini, spesso maltrattata dalla critica a partire dal velenoso libello di Fausto Torrefranca del 1912, fu disinteressatamente apprezzata da musicisti del calibro di Stravinskij, Ravel, Webern e Varése, oltre al nobile giudizio di Schönberg che abbiamo citato in apertura. Una certa corrente critica italiana volle fare del musicista toscano il simbolo di una polemica diminutiva che aveva per bersaglio tutto il melodramma ottocentesco, della cui tradizione Puccini era l’ ultimo erede legittimo. Oggi, l’ attivitá critico-musicologica di studiosi come Fedele D’ Amico, Antonino Titone, Jürgen Maehder, William Ashbrook, Julian Budden, Anselm Gerhard, Andrew Porter e Michele Girardi ha inquadrato nelle giuste prospettive la produzione artistica di quello che va annoverato, senza ombra di dubbio, tra i compositori piú raffinati ed evoluti del periodo a cavallo tra Ottocento e Novecento. Partito da un’ ispirazione artistica rifacentesi ai drammi wagneriani (basterebbe ricordare a questo proposito la citazione letterale dell´Abendmahl-Motivi nel preludio de Le Villi e quella del Tristanakkord nel secondo atto di Manon Lescaut, oltre alla elaborazione tematica secondo la tecnica del Leitmotiv su cui quest’ ultima opera é basata) seppe in seguito fare tesoro delle piú moderne esperienze musicali europee, arrivando a proporsi come autentico innovatore. Lo splendore sinfonico e la superba tecnica compositiva di partiture come La Fanciulla del West e Turandot ne sono una testimonianza evidente. Ma ci sarebbe parecchio da dire anche sulle novitá che Puccini apportó nel campo della tecnica teatrale, con un trattamento del tempo degno dei grandi romanzieri, in un respiro epico che spesso sembra trasfigurare le vicende dei personaggi. Il musicista toscano si tenne sempre a debita distanza dal movimento verista, per portare avanti un altro concetto di teatro musicale, parallelemente alle novitá che in questo campo apportavano in quel periodo compositori come Richard Strauss, non a caso grande ammiratore dell’ arte pucciniana. Tutto questo fu immediatamente compreso dal pubblico, che alle opere di Puccini ha sempre decretato, fin dal loro apparire, un grande ed incondizionato successo, che si é mantenuto tale nel corso degli anni ed anche oggi non accenna a diminuire. In fondo, é proprio questo che certa critica non ha mai perdonato al compositore lucchese. Oggi per fortuna le cose sono cambiate e la musica pucciniana é stata fatta oggetto di studi critici estremamente validi, che hanno collocato il musicista nel posto che gli compete: quello di una delle piú grandi ed originali figure che la tradizione musicale italiana abbia mai prodotto, l’ ultimo erede del nostro melodramma e colui che ne concluse il ciclo meraviglioso, allo stesso modo in cui Gustav Mahler chiuse la parabola artistica della sinfonia viennese. La musica di Puccini occupa un posto insostituibile nella nostra cultura, e questo anniversario deve servire a ricordarcelo.

Advertisements

3 pensieri su “Buon compleanno, maestro Puccini!

I commenti sono chiusi.