Aspettando Don Carlo

Sta per partire la consueta grancassa mediatica relativa alla serata inaugurale della stagione al Teatro alla Scala. Niente di nuovo, la solita sfilata di gente deja vu, politici, manager, attricette, squinzie non megli identificate, mature damazze parate come madonne e con dentature da 50000 Euro. Film giá visto e stravisto, e del resto non é che tutto questo sia solo un vizio italiano. Chi frequenta il Festival di Salzburg o quello di Bayreuth sa bene che da quelle parti ci si puó imbattere molto spesso in un’ atmosfera ancora piú kitsch. Dimentichiamo tutto questo ciarpame e cerchiamo di concentrarci sulla musica. Quest’ anno é di scena il Don Carlo di Verdi, che non nascondo essere una delle mie opere preferite in assoluto. Atmosfera e caratterizzazione magistralmente delineate, con tre ore e mezza di una musica tra le piú organiche e ispirate mai uscite dalla penna del Maestro. Noi qui in Germania potremo, per fortuna, gustarci la serata in televisione su ARTE,con un’ ora di ritardo rispetto all’ inizio dello spettacolo. Devo dire che mi attendo grandi cose dalla direzione di Daniele Gatti ed anche dalla messinscena di Stéphane Braunschweig, di cui ho molto apprezzato la Walküre allestita ad Aix en Provence. Ne riparleremo agli inizi della prossima settimana. Registriamo intanto il pieno successo della felice iniziativa di aprire la prova generale ai ragazzi sotto i 26 anni di etá. Speriamo che sia solo l’ inizio di una politica culturale mirata ad attirare nuovo pubblico al teatro d’ opera.

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Un pensiero su “Aspettando Don Carlo

  1. Quella del 4 in realtà è stata una rappresentazione in tutto e per tutto normale, con orchestrali in smoking e (giovane) pubblico pagante (pochi €, menomale!)

    In questo periodo di tagli e ristrettezze (sono quasi sicuro che domenica, guardando solo dentro il teatro, non ci si accorgerà di nulla) l’iniziativa di Lissner è perlomeno un segnalino di vita e di volontà di guardare avanti.

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