Belli e dannati:Samson Francois

samson francois"Toute ma conception de la musique a toujours été plus o moins sentimentale. Je ne pense pas etre porteur de messages, j´aime la musique par amour, tout betement et sans me poser de questions".

In questa affermazione é racchiusa tutta la parabola artistica del pianista francese Samson Francois, un autentico genio della tastiera oggi, putroppo, non ricordato come meriterebbe. Nato il 18 maggio 1924 a Frankfurt, dove il padre lavorava come funzionario d´ambasciata, ricevette le prime lezioni di pianoforte in Italia, dove Mascagni restó fortemente impressionato dal suo talento, tanto da organizzargli il debutto in pubblico, a sei anni di etá.I frequenti cambiamenti di residenza dovuti alla professione del padre lo portarono a studiare a Belgrado con Cyril Licar, che lo introdusse alla conoscenza dei lavori di Bela Bartók, poi a Nizza, dove vinse un primo premio al Conservatorio e conobbe il grande Alfred Cortot, che lo convinse a trasferirsi a Parigi per studiare con Yvonne Lefebúre alla Ecole Normal de Musique, oltre a ricevere lezioni di piano dallo stesso Cortot e di armonia da Nadia Boulanger, una delle piú grandi figure didattiche del secolo. Nel 1938 inizió a frequentare al Conservatorio i corsi di Marguerite Long, la grande interprete raveliana a cui il compositore dedicó il Concerto in sol minore.Francois ottenne un Premier Prix al Conservatorio nel 1940 e tre anni dopo vinse il
Concorso Long Thibaud. Dopo la fine della guerra inizió la sua carriera concertistica, con un debutto alla Salle Pleyel, dove suonó il Concerto N.1 di Liszt, seguito da numerosi concerti in Francia sotto il patrocinio della Jeunesse Musicales de France. La sua fama crebbe rapidamente e nel 1947 fu invitato negli Stati Uniti, dove debuttó suonando il Concerto N.5 di Prokof´ev, diretto da Leonard Bernstein. Le accoglienze trionfali ottenute dal pubblico e dalla critica gli aprirono le porte di altri paesi, come l´Inghilterra, il Giappone e, nel 1956, l´URSS, dove fu il primo pianista francese invitato. Contemporaneamente approfondiva il suo interesse per il jazz e si dedicava a comporre il suo unico Concerto per piano, da lui eseguito per la prima volta a Besancon nel 1951. Continuando senza sosta nei suoi giri concertistici in tutto il mondo, nel 1964 fu il primo artista straniero dopo trent´anni ad esibirsi in Cina. Purtroppo il suo rendimento si faceva sempre piú discontinuo, a causa di una vita sregolata e dell´abuso di alcool e droghe.Nel 1968 ebbe un infarto in scena e il 22 ottobre 1970 una seconda crisi cardiaca lo portava alla tomba, prima di terminare l´incisione integrale delle opere pianistiche di Debussy. Uomo di profonda cultura, amante di Baudelaire, fu interprete passionale ed imprevedibile, con un virtuosismo basato su un tocco straordinariamente espressivo e pieno di poesia e su un fraseggio di assoluta libertá, capace di trascinare all´entusiasmo le platee piú ritrose. Fu interprete tra i massimi della storia di Chopin, Ravel e Debussy, ma il suo repertorio era molto piú vasto. Rappresentó una delle ultime incarnazioni dell´artista tutto genio e sregolatezza, dell´inteprete passionale che non teme di sembrare arbitrario, in una parola del grande tenore della tastiera.
Ascoltiamolo in un saggio della sua bravura: "L' isle joyeuse" di Debussy.

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