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	<description>Classica, opera e tutto quanto riguarda la musica</description>
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		<title>Ariadne auf Naxos al Festspielhaus di Baden Baden</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Feb 2012 19:57:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mozart2006</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_790" class="wp-caption aligncenter" style="width: 610px"><a href="http://mozart2006.files.wordpress.com/2012/02/ariadne.jpg"><img class="size-full wp-image-790" title="ariadne" src="http://mozart2006.files.wordpress.com/2012/02/ariadne.jpg?w=614" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">Foto: Andrea Kremper</p></div>
<div>Successo trionfale, con più di dieci minuti di applausi alla conclusione, per l&#8217; attesissima nuova produzione di <em>Ariadne auf Naxos</em> al Festspielhaus di Baden Baden. Uno spettacolo attesissimo, con la presenza di molti spettatori giunti da tutta la Germania e dall&#8217; estero e un&#8217; esecuzione di altissima qualità sotto tutti i punti di vista, per l&#8217; eccellente prova della compagnia di canto e soprattutto per una direzione d&#8217; orchestra alla quale si devono tributare tutte le lodi che spettano a qualcosa di veramente eccezionale.</div>
<div>Con questo allestimento, Christian Thielemann prosegue il suo ciclo straussiano al Festspielhaus, giunto alla terza tappa dopo <em>Der Rosenkavalier</em> ed <em>Elektra</em>, con risultati tali da eguagliare le sue magnifiche prove wagneriane e da qualificarlo come interprete di riferimento del mondo operistico del compositore bavarese. Il direttore berlinese ha dimostrato di possedere  una perfetta comprensione del mondo teatrale di Richard Strauss e la sua narrazione orchestrale fluida, elegante, ispirata e ricca di sfumature è stata di un livello qualitativo tale da poterla ricordare a buon diritto tra quelle che hanno fatto la storia esecutiva di quest&#8217; opera.</div>
<div>La Sächsischen Staatskapelle Dresden ha suonato all&#8217; altezza della sua fama di orchestra tra le migliori del panorama internazionale. Meravigliosa la qualità timbrica che il complesso sassone ha messo in mostra. Un suono morbidissimo, ricco di armonici e una gamma coloristica pressochè infinita nelle sfumature, con archi superbi per pienezza di cavata e compattezza e fiati meravigliosi per qualità timbrica e virtuosismo.</div>
<div>
<div>Christian Thielemann ha utilizzato questo straordinario strumento per una lettura nella quale spiccavano l&#8217; assoluto dominio della partitura, la fantasia interpretativa inesauribile, la capacità di ispirare i cantanti. Un&#8217; interpretazione cesellata, mai retorica o sopra le righe, con un  fraseggio orchestrale sempre naturale e logico, senza la minima forzatura. Il dominio complessivo dell&#8217; architettura musicale è pressochè assoluto, così come la lucidità e chiarezza nell&#8217; esposizione della complessa elaborazione sinfonica della partitura. Stilisticamente parlando, le fonti di ispirazione di Thielemann sono a mio avviso da individuare nelle letture di interpreti straussiani storici come Clemens Krauss e Rudolf Kempe, ma sicuramente il direttore berlinese tiene ben presente anche la bellezza dei colori e la ricercatezza dinamica di Herbert von Karajan, del quale è stato assistente all&#8217; inizio della sua carriera. E proprio il senso del canto e il lavoro finissimo sulla tavolozza orchestrale sono le caratteristiche più avvincenti di questa esecuzione, sviluppata in un arco narrativo di eccezionale logicità e compattezza, sempre naturale e logico e senza la minima traccia di retorica, a partire dall&#8217; atmosfera elegante e raffinatissima del Prologo fino alla bellissima resa del duetto finale, con un&#8217; orchestra assolutamente fantastica per senso del canto e partecipazione.</div>
<div>Una ulteriore prova della grandezza di questo direttore, a mio avviso la personalità più interessante della sua generazione, ormai arrivato a una maturità di interprete che lo qualifica come il più attendibile continuatore della grande tradizione tedesca.</div>
<div>La compagnia di canto era sicuramente una delle migliori che si potessero avere, e la resa complessiva è stata buona per tutti gli elementi.</div>
<div>Chiaramente, il maggior motivo di attesa per gli spettatori era costituito dal debutto di <strong>Renèe Fleming</strong> nel ruolo della protagonista, dopo la sua applauditissima Marschallin nel <em>Rosenkavalier</em> ascoltata tre anni fa  con la direzione di Thielemann, sempre qui a Baden Baden.</div>
<div>La voce del soprano statunitense risente senza dubbio dell&#8217; usura dovuta a una carriera lunga e intensissima. il settore acuto presenta attualmente qualche durezza e si è accentuata la tendenza ad avvalersi di quegli attacchi glissati, quasi di tendenza jazzistica, tipici della Fleming da sempre e adesso troppo frequenti. Ma la classe dell&#8217; interprete e il carisma scenico sono intatti, e la cantante dell&#8217; Indiana fà valere la sua profonda affinità espressiva con questo repertorio, nel quale ha offerto alcune delle sue prove migliori. In perfetta sintonia stilistica con Thielemann, la Fleming è stata un&#8217; Ariadne stupenda per varietà ed intensità di fraseggio. Eccellente soprattutto la resa del monologo &#8220;Es gibt ein Reich&#8221;, cantato e interpretato in maniera davvero avvincente.</div>
<div>Zerbinetta era il soprano canadese <strong>Jane Archibald</strong>, considerata una delle artiste emergenti del momento nei ruoli Koloratur. La voce è di timbro chiaro e abbastanza bene impostata, anche se si avverte una certa tendenza a spingere eccessivamente nelle note acute, che a volte perdono lucentezza perchè sono forzate, a partire dal si naturale. Ad ogni modo, la Archibald esegue la complessa coloratura del ruolo con sufficiente sicurezza e padronanza e riesce anche ad esprimersi con una discreta varietà di fraseggio.</div>
<div>Applauditissimo il Komponist del mezzosoprano francese <strong>Sophie Koch</strong>, voce di timbro gradevole anche se non particolarmente bello, e in questa circostanza interprete decisamente più ispirata rispetto all&#8217; Oktavian da me ascoltato tre anni fa. Purtroppo anche nel suo caso l&#8217; ottava alta presenta spesso suoni spinti e forzati, cosicchè la voce si stimbra e si appesantisce in frasi di tessitura acuta come &#8220;O du Knabe! Du Kind! Du allmächtiger Gott!&#8221; nel primo monologo e &#8220;Musik ist eine heilige Kunst, zu versammeln&#8221; nel finale del Prologo.</div>
<div>Buono anche il Bacchus del tenore americano <strong>Robert Dean Smith</strong>, qui decisamente molto più a suo agio che come Tristan, in una tessitura che gli consente di utilizzare al meglio un mezzo vocale di bella qualità, anche se a volte tra il mi e il sol si sentono forzature dovute a una tecnica imperfetta.</div>
</div>
<div>Eccellente per compattezza e resa d&#8217; insieme tutto il resto del cast.</div>
<div>Spigliato ed efficace il Musiklehrer del baritono Eike Wilm Schulte, così come il Tanzmeister di Christian Baumgärtel. Ottima anche la prova delle maschere, soprattutto del giovane baritono bielorusso Nikolay Borchev come Harlequin, bene affiancato da Kenneth Robertson come Scaramuccio,  Steven Humes (Truffaldin) e Kevin Conners (Brighella). Molto ben equilibrato il terzetto femminile formato da Christine Landsahmer nei panni della Najade, Rachel Frenkel (Driade) e Lenneke Ruiten (Echo). Nel ruolo parlato dell&#8217; Haushofmeister, il veterano René Kollo ha messo in mostra una bella classe di attore, ed è stato festeggiatissimo dal pubblico.</div>
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<div>L&#8217; allestimento scenico era opera di Philippe Arlaud, regista francese che collabora spesso con Thielemann, insieme al quale ha realizzato, tra le altre cose, Tannhäuser a Bayreuth. Il regista parigino non mi aveva assolutamente convinto due anni fa, in una Carmen troppo forzata e priva di gusto, realizzata sempre al Fetspielhaus. In questa occasione, al contrario, la cifra stilistica della sua lettura scenica è apparsa molto efficace per eleganza e sobrietà. Pochi ed essenziali elementi scenici, una recitazione molto ben curata nei dettagli, molto composta e senza esagerazioni, il tutto messo in evidenza dallo splendido gioco di luci creato dal regista insieme a Felix Kirchofer. Una messinscena pregevole, fluida e perfettamente coerente con l&#8217; atmosfera creata nella buca orchestrale, e questo per me è il miglior complimento che si possa fare a un regista, oggi.</div>
<div>Successo vibratissimo con numerose chiamate a tutti gli interpreti, a suggellare una serata che va annoverata tra i grandi avvenimenti musicali di quest&#8217; anno in Germania.</div>
</div>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/mozart2006.wordpress.com/789/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/mozart2006.wordpress.com/789/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/mozart2006.wordpress.com/789/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/mozart2006.wordpress.com/789/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/mozart2006.wordpress.com/789/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/mozart2006.wordpress.com/789/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/mozart2006.wordpress.com/789/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/mozart2006.wordpress.com/789/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/mozart2006.wordpress.com/789/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/mozart2006.wordpress.com/789/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/mozart2006.wordpress.com/789/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/mozart2006.wordpress.com/789/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/mozart2006.wordpress.com/789/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/mozart2006.wordpress.com/789/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mozart2006.wordpress.com&amp;blog=27060168&amp;post=789&amp;subd=mozart2006&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Sviatoslav Richter a Mosca</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Feb 2012 11:15:04 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ancora un video per gli appassionati di Sviatoslav Richter. Una splendida esibizione nella Sala Grande del Conservatorio di Mosca, datata 1976. Il programma: Beethoven -  Sonata No.1 Op.2 Schumann &#8211; Faschingsschwank aus Wien Op.26 Beethoven &#8211; Bagatelle Op.126 No.1 Debussy &#8211; Preludes Premier Livre No.3 Le vent dans la plaine (The Wind in the Plain): [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mozart2006.wordpress.com&amp;blog=27060168&amp;post=778&amp;subd=mozart2006&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ancora un video per gli appassionati di Sviatoslav Richter. Una splendida esibizione nella Sala Grande del Conservatorio di Mosca, datata 1976.</p>
<p>Il programma:</p>
<p>Beethoven -  Sonata No.1 Op.2<br />
Schumann &#8211; Faschingsschwank aus Wien Op.26<br />
Beethoven &#8211; Bagatelle Op.126 No.1<br />
Debussy &#8211; Preludes Premier Livre No.3 Le vent dans la plaine (The Wind in the Plain): Animé<br />
Debussy &#8211; Preludes Deuxième Livre No.8 Ondine (Undine): Scherzando<br />
Rachmaninov &#8211; Prelude Op.32 No.12</p>
<span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://mozart2006.wordpress.com/2012/02/19/sviatoslav-richter-a-mosca/"><img src="http://img.youtube.com/vi/jX3ekL7AIxw/2.jpg" alt="" /></a></span>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/mozart2006.wordpress.com/778/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/mozart2006.wordpress.com/778/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/mozart2006.wordpress.com/778/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/mozart2006.wordpress.com/778/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/mozart2006.wordpress.com/778/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/mozart2006.wordpress.com/778/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/mozart2006.wordpress.com/778/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/mozart2006.wordpress.com/778/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/mozart2006.wordpress.com/778/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/mozart2006.wordpress.com/778/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/mozart2006.wordpress.com/778/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/mozart2006.wordpress.com/778/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/mozart2006.wordpress.com/778/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/mozart2006.wordpress.com/778/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mozart2006.wordpress.com&amp;blog=27060168&amp;post=778&amp;subd=mozart2006&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Arthur Rubinstein in concerto</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Feb 2012 00:14:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mozart2006</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un documento straordinario. Il recital di Arthur Rubinstein tenuto nella Sala Grande del Conservatorio di Mosca il 1° giugno 1964. Una favolosa esibizione del leggendario pianista polacco, qui davvero al massimo delle sue capacità espressive.<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mozart2006.wordpress.com&amp;blog=27060168&amp;post=772&amp;subd=mozart2006&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un documento straordinario. Il recital di Arthur Rubinstein tenuto nella Sala Grande del Conservatorio di Mosca il 1° giugno 1964. Una favolosa esibizione del leggendario pianista polacco, qui davvero al massimo delle sue capacità espressive.</p>
<span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://mozart2006.wordpress.com/2012/02/16/arthur-rubinstein-in-concerto/"><img src="http://img.youtube.com/vi/ekwMItgBHYU/2.jpg" alt="" /></a></span>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/mozart2006.wordpress.com/772/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/mozart2006.wordpress.com/772/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/mozart2006.wordpress.com/772/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/mozart2006.wordpress.com/772/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/mozart2006.wordpress.com/772/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/mozart2006.wordpress.com/772/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/mozart2006.wordpress.com/772/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/mozart2006.wordpress.com/772/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/mozart2006.wordpress.com/772/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/mozart2006.wordpress.com/772/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/mozart2006.wordpress.com/772/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/mozart2006.wordpress.com/772/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/mozart2006.wordpress.com/772/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/mozart2006.wordpress.com/772/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mozart2006.wordpress.com&amp;blog=27060168&amp;post=772&amp;subd=mozart2006&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Stephane Deneve e la Radio-Sinfonieorchester Stuttgart des SWR &#8211; Rachmaninov, Ravel e Respighi</title>
		<link>http://mozart2006.wordpress.com/2012/02/07/stephane-deneve-e-la-radio-sinfonieorchester-stuttgart-des-swr-rachmaninov-ravel-e-respighi/</link>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 23:35:55 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Stephane Deneve, da quest&#8217; anno nuovo direttore stabile della Radio-Sinfonieorchester Stuttgart des SWR, è tornato sul podio della Liederhalle per il sesto appuntamento della stagione concertistica, con uno splendido programma di musiche novecentesche russe, francesi e italiane, adattissimo a mettere in evidenza le magnifiche qualità del complesso.  In apertura di programma, le Danze Sinfoniche op. [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mozart2006.wordpress.com&amp;blog=27060168&amp;post=752&amp;subd=mozart2006&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Stephane Deneve, da quest&#8217; anno nuovo direttore stabile della Radio-Sinfonieorchester Stuttgart des SWR, è tornato sul podio della Liederhalle per il sesto appuntamento della stagione concertistica, con uno splendido programma di musiche novecentesche russe, francesi e italiane, adattissimo a mettere in evidenza le magnifiche qualità del complesso.  In apertura di programma, le Danze Sinfoniche op. 45 di Rachmaninov, partitura scritta per la Philadelphia Orchestra ed Eugene Ormandy, che ne fu direttore stabile dal 1936 al 1980 e che ne diresse la prima esecuzione assoluta il 3 gennaio 1941. Il compositore russo aveva scritto il brano pensando a una possibile rappresentazione coreografica, per la quale aveva preso contatti con Michel Fokine, che aveva aderito entusiasticamente al progetto dopo aver ascoltato la suite di danze eseguita al pianoforte dall&#8217; autore. Purtroppo la morte improvvisa del celebre coreografo nell&#8217; agosto 1942, seguita da quella di Rachmaninov sette mesi più tardi, impedì la realizzazione del progetto. Ci resta una partitura sinfonica che costituisce in qualche modo un riassunto della vita artistica del musicista russo, con varie citazioni di lavori precedenti come il tema della Prima Sinfonia nel movimento iniziale, e un&#8217; atmosfera che richiama a tratti il modo di strumentare di Stravinsky combinato con citazioni jazzistiche e altre reminiscenze di vario genere, come il tema del Dies Irae nel terzo movimento. Stephane Deneve ne ha dato un&#8217; interpretazione curatissima nei dettagli, con colori orchestrali di grande varietà e bellezza, perfettamente assecondato da un&#8217; orchestra assai duttile.</p>
<p>A seguire, il Concerto per piano e orchestra per la mano sinistra in re minore di Ravel, scritto contemporaneamente all&#8217; altro Concerto per piano, quello in sol maggiore. Come si sa, il lavoro fu commissionato al compositore da Paul Wittgenstein, il pianista austriaco fratello del filosofo Ludwig Wittgenstein. Dopo aver perduto il braccio destro durante la Grande Guerra, Paul Wittgenstein aveva deciso di continuare la sua carriera di concertista costruendosi un repertorio fatto di trascrizioni da lui stesso effettuate e di nuove composizioni commissionate ad alcuni dei più famosi musicisti della sua epoca. Dai documenti rimastici risulta che il pianista non rimase soddisfatto del brano di Ravel, il quale a sua volta era convinto che Wittgenstein non fosse tecnicamente all&#8217; altezza della scrittura pianistica da lui ideata. Essendoci pervenuta la registrazione effettuata dal pianista austriaco, bisogna dire che Ravel aveva ragione a pensarla in questo modo. Tra l&#8217; altro, il concerto presenta passi di scrittura influenzata da reminiscenze jazz, genere del quale Ravel si era interessato a fondo durante il suo viaggio negli Stati Uniti e che a Wittgenstein era completamente estraneo. Decisamente di ottimo livello, in questa occasione, l&#8217; esecuzione del giovane pianista francese Bertrand Chamayou, virtuosisticamente scintillante e stilisticamente centrata, con bellissime sfumature di tocco ottimamente recepite e assecondate da Deneve, che ha perfettamente calibrato i colori orchestrali e le sfumature ritmiche.</p>
<p>A conclusione della serata il poema sinfonico di Ottorino Respighi &#8220;Pini di Roma&#8221;, terzo lavoro della cosiddetta Trilogia Romana, insieme a &#8220;Le fontane di Roma&#8221; e &#8220;Feste Romane&#8221;. Qui il compositore bolognese dispiega tutte le possibilità sonore della sua coloratissima orchestra, in un continuo caleidoscopio timbrico e melodico, culminante nella spettacolare Marcia dei legionari che costituisce il quarto tempo, brano a suo tempo accusato di retorica celebrativa fascista, tesi smentita da Fedele D&#8217; Amico che assai a proposito notava:</p>
<blockquote>
<p style="text-align:left;">Quanto a quest&#8217; inno, un bel giorno ci si volle vedere un&#8217; apologia del Fascismo; come se l&#8217; impero romano fosse un&#8217; invenzione di Starace, e come se ogni celebrazione bellica valesse incoronazione di tiranni. Ma la paranoia fa questo ed altro. Non perciò questa pagina non dovrà dirsi magniloquente; a patto però di ricordare che in una poetica come quella di Respighi anche la magniloquenza ha i suoi diritti. Comunque sarà magari vero che dopo una ventina di battute l&#8217; ascoltatore cominci ad avvertire l&#8217; avvio di una specie di progetto balistico di cui l&#8217; esito gli pare fastidiosamente scontato; ma è anche più vero che, affollandosi le voci di bronzo progressivamente e salendo via via la temperatura, avvertirà nel processo una sorta di fatalità soverchiante. E infine constaterà che i legionari hanno conquistato anche lui.</p>
</blockquote>
<p>In una partitura del genere, un&#8217; orchestra ben preparata ha modo di mettere in luce tutte le sue migliori qualità, e così è infatti avvenuto anche in questa occasione. La RSO Stuttgart ha suonato con magnifica precisione e qualità di suono, mettendo in evidenza una compattezza e uno splendore sinfonico veramente di alto livello. Molto bello il taglio interpretativo di Stephane Deneve, con un bellissimo gioco di tinte sfumate nei primi tre episodi e una marcia finale grandiosa negli accenti e magnificamente calibrata. Una lettura interessante, coinvolgente e giustamente  salutata da lunghi applausi finali.</p>
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		<title>&#8220;French impressions&#8221;, il nuovo album di Joshua Bell</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 15:59:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mozart2006</dc:creator>
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		<description><![CDATA[È uscito da pochi giorni &#8220;French impressions&#8221;, il nuovo album di Joshua Bell. Non ho mai fatto mistero della mia grandissima ammirazione per il quarantaquattrenne virtuoso nativo dell&#8217; Indiana e i miei lettori sanno da tempo che io lo ritengo il più importante violinista delle ultime generazioni e l&#8217; unico tra quelli attuali che sia [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mozart2006.wordpress.com&amp;blog=27060168&amp;post=734&amp;subd=mozart2006&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://mozart2006.files.wordpress.com/2012/01/bell.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-735" title="bell" src="http://mozart2006.files.wordpress.com/2012/01/bell.jpg?w=614" alt=""   /></a>È uscito da pochi giorni &#8220;French impressions&#8221;, il nuovo album di Joshua Bell. Non ho mai fatto mistero della mia grandissima ammirazione per il quarantaquattrenne virtuoso nativo dell&#8217; Indiana e i miei lettori sanno da tempo che io lo ritengo il più importante violinista delle ultime generazioni e l&#8217; unico tra quelli attuali che sia degno di reggere il confronto con i più illustri esponenti della storia dello strumento.</p>
<p>Joshua Bell incide non molto frequentemente e prepara i suoi dischi con grande oculatezza. Per questo nuovo album, come sempre registrato per la SONY, il grande violinista ha scelto tre lavori del repertorio francese, spesso presenti nei suoi programmi concertistici degli ultimi anni. Suo partner pianistico è Jeremy Denk, che è anche abituale collaboratore dei suoi recital. Devo dire che io preferisco di molto queste associazioni stabili agli incontri occasionali di star che suonano insieme solo per una registrazione, per poi non incontrarsi più. Su Jeremy Denk in ogni caso vale la pena di spendere qualche parola. Compagno di studi di Joshua Bell alla Bloomington University e perfezionatosi alla prestigiosissima Julliard School, Denk è un pianista altamente apprezzato a livello internazionale sia come solista che come membro di diversi complessi cameristici, oltre che collaboratore abituale di parecchi compositori contemporanei. Un personaggio interessante anche per i numerosi interessi che coltiva in ambito extramusicale. Tra l&#8217; altro, <a href="http://jeremydenk.net/blog/">tiene un seguitissimo blog </a>dove scrive non solo di musica ma anche di numerosi altri argomenti. È rimasta famosa una sua divertentissima intervista a Sarah Palin, la candidata repubblicana alle elezioni presidenziali del 2008.</p>
<p>Il disco si apre con la Sonata N° 1 in re minore di Camille Saint Saens, e fin dall&#8217; attacco iniziale del drammatico primo movimento si mettono in evidenza l&#8217; autorità di fraseggio e la personalità interpretativa di Joshua Bell, che riesce in poche battute, perfettamente assecondato da un partner in grado di dialogare con lui in perfetta comunanza di intenti, a catturare l&#8217; attenzione dell&#8217; ascoltatore per l&#8217; intensità espressiva e il tono aristocratico del suo fraseggio. Stupendo il senso del canto e il respiro melodico dell&#8217; Adagio in mi bemolle maggiore, e affascinante la squisita eleganza con cui è risolto il terzo movimento, seguito da un finale di incandescente tensione virtuosistica.</p>
<p>Ma il vero culmine dell&#8217; incisione è costituito dalla celebre Sonata in la maggiore di Cesar Franck, lavoro che il compositore scrisse come dono di nozze per il leggendario virtuoso Eugene Ysaye e che da sempre costituisce un cavallo di battaglia dei grandi violinisti. Joshua Bell e Jeremy Denk sono legati a questo brano fin dai tempi dei loro studi. Il violinista infatti è stato allievo, alla Bloomington University, di Josef Gingold, che di Ysaye fu allievo, mentre Denk ha avuto come insegnante György Sebok, pianista ungherese amico e collaboratore di Gingold. Conosco tutte le grandi esecuzioni in disco della Sonata di Franck e la mia preferenza è sempre andata a quelle firmate da Zino Francescatti e Robert Casadesus, Arthur Grumiaux e György Sebok, David Oistrakh e Sviatoslav Richter, Jascha Heifetz e Arthur Rubinstein. L&#8217; interpretazione che Joshua Bell e Jeremy Denk ci fanno ascoltare in questo CD si colloca senza discussioni alla pari di quelle sopra citate e ai primissimi posti della discografia del capolavoro di Franck. Qui Joshua Bell mette in mostra tutto il fascino e le infinite sfumature della sua gamma coloristica, sfruttando fino in fondo le possibilità offertegli dal suo fantastico strumento, il leggendario Stradivari &#8220;Gibson&#8221; del 1713. Come ho già detto altre volte, Bell è l&#8217; unico violinista dei nostri tempi a possedere l&#8217; arte di far veramente cantare lo strumento.  Nel celebre terzo tempo della Sonata, il Recitativo, sentiamo il violino fraseggiare davvero con l&#8217; arte e il fascino dei grandi cantanti lirici, con la vera &#8220;dinamica sfumata&#8221;, ovvero la capacità di variare l&#8217; intensità e il colore del suono da una nota all&#8217; altra, in un gioco cromatico che la fantasia dell&#8217; interprete rende pressochè inesauribile. Assolutamente formidabile anche il Finale. Anche qui colori fantastici, a tratti quasi immateriali, e un fraseggio di un&#8217; intensità espressiva e autorità interpretativa che nessuno, al giorno d&#8217; oggi, è in grado di eguagliare. Splendida anche la prestazione di Jeremy Denk, che riesce a sostenere perfettamente il dialogo col violino e a sviluppare tutto il dialogo e il gioco di domande e risposte proposto dal partner. Una delle più belle prove in assoluto di Joshua Bell, e un&#8217; esecuzione destinata d&#8217; ora in poi a costituire un punto di riferimento per tutti coloro che si accostano a questo brano.</p>
<p>Il disco si conclude con la Sonata di Maurice Ravel, tenuta dai due interpreti su un piano di grande eleganza e raffinatezza, con una bellissima gamma di tinte traslucide nel primo tempo, una bellissima sottolineatura della ricercata paletta armonica nel Blues centrale e un Perpetuum mobile assolutamente squisito per esemplare souplesse virtuosistica. Un&#8217; esecuzione che sigilla degnamente un disco assolutamente fantastico, da ascoltare e riascoltare per gustarne fino in fondo tutte le sottigliezze e in assoluto una delle più belle incisioni discografiche apparse negli ultimi anni.</p>
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		<title>Le cronache di Anna Costalonga da Leipzig: Osmo Vänskä e Menahem Pressler alla Gewandhaus</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 17:32:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mozart2006</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Anna Costalonga, regolare e sempre graditissima ospite di questo blog, ci riferisce qui di seguito sul concerto della Gewandhausorchester Leipzig diretta da Osmo Vänska, impreziosito dalla partecipazione di una leggenda vivente del pianoforte come Menahem Pressler, già componente del leggendario Beaux Arts Trio. In questi giorni alla Gewandhaus si tiene un Grosses Konzert particolare: Osmo [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mozart2006.wordpress.com&amp;blog=27060168&amp;post=719&amp;subd=mozart2006&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Anna Costalonga, regolare e sempre graditissima ospite di questo blog, ci riferisce qui di seguito sul concerto della Gewandhausorchester Leipzig diretta da Osmo Vänska, impreziosito dalla partecipazione di una leggenda vivente del pianoforte come Menahem Pressler, già componente del leggendario Beaux Arts Trio.</p>
<p>In questi giorni alla Gewandhaus si tiene un Grosses Konzert particolare: Osmo Vänskä, l’ ormai affermato maestro finlandese, da anni Music Director della Minnesota Symphony Orchestra e l’ ottantanovenne Menahem Pressler, grande maestro del pianoforte.</p>
<p>Carl Nielsen e l’ immancabile Mozart sono i compositori prescelti per questo programma: una alternativa di primo acchito fra sonorità classiche e neoclassiche e sonorità moderne.</p>
<p>Il primo brano proposto è stato l’ Ouverture Helios di Carl Nielsen.</p>
<p>Osmo Vänskä attacca con un pianissimo appena udibile, un pianissimo di violoncelli, contrabbassi e corni,quasi un lontano e sinistro eco primordiale, cui si aggiungono in un secondo momento le viole e solo per ultimi i violini, con una sonorità fluttuante e ostinata.</p>
<p>L’ostinazione di questo fluttuare degli archi si ripete nei legni in un librarsi verso un crescendo maestoso, un nitore che esplode in pieno con gli ottoni.</p>
<p>Helios ci viene presentato come un continuo gioco di crescendi e di timbriche: dalle sonorità maestose e nitide degli ottoni, possiamo bene immaginarci un volo solare, tra il bagliore degli ottoni e i pizzicati sornioni e quasi gioiosi degli archi, che scende verso momenti più elegiaci e malinconici, creati dal timbro scuro delle viole.</p>
<p>Colpisce come Vänskä abbia saputo guidare l’ orchestra della Gewandhaus lungo questo filo logico di lenta apparizione, esplosione, fluttuazione e lungo malinconico crepuscolo: colpisce cioè come Vänskä abbia saputo trarre un’espressività, dei colori inaspettati dalla ottima orchestra di Lipsia.</p>
<p>Il momento saliente, più commovente della serata è stato però il Concerto per pianoforte e orchestra KV 595 di Mozart, con un interprete di eccezione: l’ ottantanovenne Menahem Pressler.</p>
<p>Nato nel 1923 non molto distante da Lipsia, a Magdeburg, sfuggito adolescente in America alle persecuzioni naziste, il pianista del celebre Beaux Arts Trio si può dire che abbia suonato quasi tutto l’ eseguibile per quanto riguarda il repertorio pianistico da camera, nella sua lunghissima carriera. Certo è un grande dono per gli ascoltatori poter ancora ascoltare un interprete ancora così vitale  “della vecchia grande scuola” &#8211; forse l’ unica, quella scuola cioè che privilegia l’ espressione levigata, il tocco raffinato al tecnicismo, al puro gioco di forza con la partitura.</p>
<p>Menahem Pressler  ha sorpreso per i suoni dosati, calibrati, tra il pensoso e il giocoso. Un equilibrio e una raffinatezza, una fluidità sonora che non capita quasi più di sentire.</p>
<p>La sensazione costante di trovarsi ad ascoltare una voce che ora canta, ora parla e non il martellare pur sgranato e preciso dei tasti.</p>
<p>Buona la performance dell’ orchestra: la Gewandhaus ha dimostrato una buona vitalità sotto la bacchetta del maestro finlandese, con sfumature e contrasti espressivi, cosa che spesso la pur buonissima orchestra di Lipsia ultimamente fatica a mostrare, sotto altri direttori.</p>
<p>Il concerto si è poi concluso con la Quinta Sinfonia di Carl Nielsen, una bella esecuzione in cui l’ orchestra ancora una volta ha dato prova di duttilità e una buona espressività.</p>
<p>Certo l’ anomala Quinta Sinfonia rappresenta già una rottura “modernista” (in realtà rimane ancora impastoiata a mio avviso in reminiscenze debussyane &#8211; soprattutto nel finale, così simile al finale de La Mer) per la presenza di suoni militari, come il tamburino, il tamburello, per l’ indugiare ossessivo su suoni che sono già rumore.</p>
<p>Si possono sentire qui già i futuri sviluppi, soprattutto nell’ opera shostakoviana,  di un trapasso da una ispirazione “neoclassica” quasi parnassiana &#8211; come appunto la precedente ouverture Helios del 1903- alla modernità vera e propria nella sua disintegrazione, nella sua incapacità al cantabile.</p>
<p>Una luce per quanto malinconica emerge alla fine della quinta Sinfonia, come un’alba triste sulle rovine del dopoguerra (o forse un ultimo tramonto glorioso?): è il pieno orchestrale, una ondata paragonabile all’ ultimo grande flutto della Mer di Debussy, senza la stessa estatica rarefazione, potremmo dire un’ondata non più di acqua marina, ma di terra di trincea.</p>
<p>Osmo Vänskä non sarà per molti il non plus ultra, fatto sta che in tutte le occasioni che mi è capitato di ascoltare questo direttore, molte in cd, molte in diretta streaming e due dal vivo,  mi è sembrato spesso molto più attento ed  espressivo di parecchi altri. Come già detto, infatti, ieri sera la sua direzione è stata senz’ altro molto più convincente della media dei direttori stabili della Gewandhaus, fatto salvo che per il nostro Riccardo Chailly.</p>
<p>Nella sala (non così piena come la serata avrebbe meritato) della Gewandhaus noi spettatori abbiamo quindi assistito a un concerto di notevolissima caratura, se non altro per la presenza di questo piccolo uomo leggendario, Menahem Pressler: un uomo cosí piccolo che fa fatica ad allungare le braccia per mettersi a posto il leggio quand’ è seduto, ma che appena mette le sue mani ormai grinzose sulla tastiera sembra riportarci davvero a un’ altra epoca, l’ epoca dorata dell’ interpretazione pianistica.</p>
<p><strong>Anna Costalonga</strong></p>
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		<title>La Sonnambula alla Staatsoper Stuttgart</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 08:51:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mozart2006</dc:creator>
				<category><![CDATA[opera]]></category>
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		<description><![CDATA[Nuova produzione de La Sonnambula e sempre il solito discorso: esecuzione ascoltabile e spettacolo inguardabile. Questa volta, pensando alle ignote origini della protagonista e alle allusioni sessuali viste sulla scena, sono uscito dal teatro con un dubbio. Per caso Amina era la nipote di Mubarak? Per saperne di più, leggete la recensione QUI<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mozart2006.wordpress.com&amp;blog=27060168&amp;post=715&amp;subd=mozart2006&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nuova produzione de <em>La Sonnambula</em> e sempre il solito discorso: esecuzione ascoltabile e spettacolo inguardabile. Questa volta, pensando alle ignote origini della protagonista e alle allusioni sessuali viste sulla scena, sono uscito dal teatro con un dubbio. Per caso Amina era la nipote di Mubarak?</p>
<p><strong><a href="http://www.gbopera.it/2012/01/staatsoper-stuttgartla-sonnambula/#more-29211">Per saperne di più, leggete la recensione QUI</a></strong></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/mozart2006.wordpress.com/715/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/mozart2006.wordpress.com/715/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/mozart2006.wordpress.com/715/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/mozart2006.wordpress.com/715/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/mozart2006.wordpress.com/715/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/mozart2006.wordpress.com/715/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/mozart2006.wordpress.com/715/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/mozart2006.wordpress.com/715/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/mozart2006.wordpress.com/715/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/mozart2006.wordpress.com/715/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/mozart2006.wordpress.com/715/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/mozart2006.wordpress.com/715/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/mozart2006.wordpress.com/715/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/mozart2006.wordpress.com/715/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mozart2006.wordpress.com&amp;blog=27060168&amp;post=715&amp;subd=mozart2006&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Sviatoslav Richter a Toronto</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Jan 2012 14:33:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mozart2006</dc:creator>
				<category><![CDATA[video]]></category>
		<category><![CDATA[brahms]]></category>
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		<description><![CDATA[Un meraviglioso recital di un Richter all&#8217; apice della forma, tenuto alla TV canadese CBC. Il programma: JOHANNES BRAHMS Intermezzo in E minor, op. 116, no. 5 SERGEJ PROKOFIEV Sonata no. 2 in D minor, op. 14 MAURICE RAVEL Jeux d&#8217;eau Alborada del gracioso Recorded in Toronto on September the 26th 1964 &#160;<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mozart2006.wordpress.com&amp;blog=27060168&amp;post=712&amp;subd=mozart2006&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un meraviglioso recital di un Richter all&#8217; apice della forma, tenuto alla TV canadese CBC.</p>
<p>Il programma:</p>
<p>JOHANNES BRAHMS<br />
Intermezzo in E minor, op. 116, no. 5</p>
<p>SERGEJ PROKOFIEV<br />
Sonata no. 2 in D minor, op. 14</p>
<p>MAURICE RAVEL<br />
Jeux d&#8217;eau<br />
Alborada del gracioso</p>
<p>Recorded in Toronto on September the 26th 1964</p>
<p>&nbsp;</p>
<span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://mozart2006.wordpress.com/2012/01/21/sviatoslav-richter-a-toronto/"><img src="http://img.youtube.com/vi/TKKdRCv19Aw/2.jpg" alt="" /></a></span>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/mozart2006.wordpress.com/712/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/mozart2006.wordpress.com/712/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/mozart2006.wordpress.com/712/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/mozart2006.wordpress.com/712/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/mozart2006.wordpress.com/712/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/mozart2006.wordpress.com/712/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/mozart2006.wordpress.com/712/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/mozart2006.wordpress.com/712/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/mozart2006.wordpress.com/712/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/mozart2006.wordpress.com/712/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/mozart2006.wordpress.com/712/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/mozart2006.wordpress.com/712/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/mozart2006.wordpress.com/712/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/mozart2006.wordpress.com/712/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mozart2006.wordpress.com&amp;blog=27060168&amp;post=712&amp;subd=mozart2006&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>In ricordo di Gustav Leonhardt</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Jan 2012 23:35:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mozart2006</dc:creator>
				<category><![CDATA[strumentale]]></category>
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		<description><![CDATA[Una brutta notizia per gli appassionati di musica. Gustav Leonhardt, il grande organista e clavicembalista olandese, pioniere della rinascita del repertorio barocco, è morto il 16 gennaio nella sua casa di Amsterdam, all&#8217; età di 83 anni. Circa un mese fa, dopo un concerto a Parigi, aveva annunciato il suo ritiro dall&#8217; attività concertistica. Per [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mozart2006.wordpress.com&amp;blog=27060168&amp;post=707&amp;subd=mozart2006&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una brutta notizia per gli appassionati di musica. Gustav Leonhardt, il grande organista e clavicembalista olandese, pioniere della rinascita del repertorio barocco, è morto il 16 gennaio nella sua casa di Amsterdam, all&#8217; età di 83 anni. Circa un mese fa, dopo un concerto a Parigi, aveva annunciato il suo ritiro dall&#8217; attività concertistica.</p>
<p>Per i musicofili della mia generazione, Gustav Leonhardt è stato sempre un punto di riferimento. La sua instancabile opera di studio e di ricerca nel campo musicologico, dell&#8217; organologia e delle prassi esecutive d&#8217; epoca, i cui risultati nel corso degli anni sono stati fissati in una vastissima produzione discografica, va annoverata tra i risultati più alti e significativi mai raggiunti nella storia dell&#8217; interpretazione musicale. La sua registrazione integrale delle Cantate di Bach, realizzata insieme a Nikolaus Harnoncourt, è tuttora un punto fermo per qualunque appassionato che voglia accostarsi alla produzione del musicista di Eisenach. Come clavicembalista e organista, Gustav Leonhardt era caratterizzato da uno stile severo, aristocratico e di estrema eleganza formale e raffinatezza. Anche il suono delle orchestre da lui dirette era di estrema pulizia, trasparenza e bellezza coloristica, con un fraseggio composto e del tutto privo degli eccessi espressionisti tipici degli interpreti barocchi delle generazioni più recenti. Ho avuto modo di ascoltarlo molte volte in recital organistici sugli strumenti storici della Provincia di Treviso. Leonhardt amava molto gli organi di scuola veneta ed era ospite regolare di tutte le rassegne locali dedicate allo strumento, oltre che delle splendide stagioni concertistiche del Centro d&#8217; Arte dell&#8217; Università di Padova, a quell`epoca ospitate nella magnifica Sala dei Giganti al Liviano, dove Leonhardt suonò per molti anni di seguito, sia in recital clavicembalistici che insieme agli altri grandi musicisti della scuola olandese dell&#8217; epoca come il violoncellista Anner Bylsma e il flautista Frans Bruggen. Erano gli anni in cui si riscopriva il repertorio rinascimentale e barocco, e i concerti di Leonhardt richiamavano regolarmente folle di ascoltatori in gran parte giovani ed entusiasti nell&#8217; accostarsi a un mondo che, grazie ai nuovi criteri esecutivi, appariva di colpo sotto una luce inedita.</p>
<p>In concerto, Leonhardt suonava con un&#8217; energia tranquilla, modi distaccati e controllatissimi, quasi da professore che espone i risultati di ricerche controllate nei minimi particolari. Ma come tutti gli interpreti di rango possedeva il dono di catturare l&#8217; attenzione del pubblico con l&#8217; assoluta logicità e naturalezza del suo modo di far musica. A qualcuno, questo modo di suonare poteva apparire freddo e in sospetto di accademicità, come succede a tutti gli artisti la cui cifra stilistica è il rigore espressivo e il rifiuto assoluto di scendere a compromessi. Ma Gustav Leonhardt era uno di quei musicisti dai cui concerti si usciva sempre con l&#8217; impressione di aver ricevuto una perfetta spiegazione della musica che si era ascoltata e di aver arricchito la nostra conoscenza dei brani che erano stati eseguiti.</p>
<p>Le prime registrazioni cembalistiche di Leonhardt risalgono agli inizi degli anni Cinquanta,  e la sua fama internazionale arrivò appunto con i dischi della Variazioni Goldberg e dell&#8217; Arte della Fuga, pubblicati nel 1953. Da quel momento la sua reputazione di specialista bachiano si diffuse rapidamente, e la sua attività di solista e direttore del Leonhardt Consort, uno dei primissimi complessi a suonare su strumenti antichi e secondo le prassi esecutive d&#8217; epoca, divenne ben presto intensissima così come la produzione discografica. Contemporaneamente il maestro olandese portava avanti un serrato lavoro musicologico e un&#8217; attività didattica di primissimo piano. Tra i numerosissimi suoi allievi che divennero concertisti affermati, vanno citati Ton Koopman, Bob van Asperen, Cristopher Hogwood, Philippe Herreweghe, Bernard Foucrulle, Alan Curtis, Colin Tilney, Cristophe Rousset. Pochissime altre scuole, credo, hanno ottenuto simili risultati.</p>
<p>Come ho cercato di spiegare, il modo di far musica di Gustav Leonhardt ha mantenuto intatte fino agli ultimi anni le sue caratteristiche espressive e stilistiche. Raffinatezza e riserbo, quasi un colloquio privato con la musica, sempre basato su una straordinaria sicurezza di gusto e supportato da una cultura artistica e letteraria di una vastità incredibile che lo rendeva sempre capace di trovare la giusta chiave d&#8217; accesso alle musiche da lui affrontate. Un&#8217; autentica capacità di dialogare direttamente con l&#8217; autore in modo rispettoso ma allo stesso tempo libero, rigoroso ma senza mai perdere la fantasia del grande interprete.</p>
<p>Fortunatamente, la ricchezza del suo catalogo discografico permette di farsi un&#8217; idea abbastanza esauriente del modo di far musica di Gustav Leonhardt anche a chi non ha mai potuto ascoltarlo dal vivo. In campo bachiano, consiglierei a tutti le sue incisioni delle Partite, delle Suites Francesi e delle Suites Inglesi e delle Invenzioni e Sinfonie, oltre naturalmente al ciclo completo delle Cantate inciso insieme al suo Leonhardt Consort e in collaborazione con il Concentus Musicus Wien di Nikolaus Harnoncourt. Erano gli LP della serie &#8220;Das Alte werk&#8221; dell&#8217; etichetta Telefunken, pubblicati con un apparato iconografico ed editoriale di altissimo livello che, oltre all&#8217; iconografia e ai saggi esplicativi comprendeva spesso anche le partiture complete. Autentici pezzi da collezione tuttora ricercatissimi, sono oggi quasi tutti disponibili nelle ristampe in CD. Tra le incisioni di altri compositori, da non perdere le elegantissime esecuzioni delle Sonate di Scarlatti e la stupenda incisione integrale delle Sonate Bibliche di Johann Kuhnau, un autentico capolavoro.</p>
<p>Con Gustav Leonhardt se ne va una delle ultime figure di  interpreti storici, e uno dei musicisti che mi hanno accompagnato durante tutta la mia vita di ascoltatore. Ora, il suo nome e il ricordo della sua arte sono affidati al corpus discografico e ai numerosi allievi chiamati a proseguire la sua opera di interprete e di studioso.</p>
<span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://mozart2006.wordpress.com/2012/01/18/in-ricordo-di-gustav-leonhardt/"><img src="http://img.youtube.com/vi/HTolU0j1yog/2.jpg" alt="" /></a></span>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/mozart2006.wordpress.com/707/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/mozart2006.wordpress.com/707/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/mozart2006.wordpress.com/707/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/mozart2006.wordpress.com/707/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/mozart2006.wordpress.com/707/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/mozart2006.wordpress.com/707/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/mozart2006.wordpress.com/707/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/mozart2006.wordpress.com/707/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/mozart2006.wordpress.com/707/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/mozart2006.wordpress.com/707/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/mozart2006.wordpress.com/707/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/mozart2006.wordpress.com/707/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/mozart2006.wordpress.com/707/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/mozart2006.wordpress.com/707/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mozart2006.wordpress.com&amp;blog=27060168&amp;post=707&amp;subd=mozart2006&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Mistislav Rostropovich e Svlatoslav Richter &#8211; live a Edinburgh</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Jan 2012 09:26:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mozart2006</dc:creator>
				<category><![CDATA[video]]></category>
		<category><![CDATA[beethoven]]></category>
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		<category><![CDATA[strumentale]]></category>
		<category><![CDATA[sviatoslav richter]]></category>
		<category><![CDATA[testimonianze]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi, il video di uno splendido recital tenuto dai due leggendari strumentisti russi alla Usher Hall, durante l&#8217; Edinburgh Festival 1964. Il programma: Sviatoslav Richter, piano Mstislav Rostropovich, cello BEETHOVEN Sonata in F maj Op.5 No.1, in G maj. No.2 Sonata in A maj. Op 69 Sonata in C maj. Op. 102 No.1 Sonata in [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mozart2006.wordpress.com&amp;blog=27060168&amp;post=703&amp;subd=mozart2006&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi, il video di uno splendido recital tenuto dai due leggendari strumentisti russi alla Usher Hall, durante l&#8217; Edinburgh Festival 1964.</p>
<p>Il programma:</p>
<p>Sviatoslav Richter, piano<br />
Mstislav Rostropovich, cello</p>
<p>BEETHOVEN</p>
<p>Sonata in F maj Op.5 No.1, in G maj. No.2</p>
<p>Sonata in A maj. Op 69</p>
<p>Sonata in C maj. Op. 102 No.1</p>
<p>Sonata in D maj. Op.102 No. 2<br />
&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-</p>
<p>Sviatoslav Richter, piano</p>
<p>MENDELSSOHN</p>
<p>Variations Serieuses op.54</p>
<span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://mozart2006.wordpress.com/2012/01/15/mistislav-rostropovic-e-svlatoslav-richter-live-edinburgh/"><img src="http://img.youtube.com/vi/Ca4iYDlzYo8/2.jpg" alt="" /></a></span>
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